Il Buondelmonti prese sotto il braccio il Rummo e si misero in cammino avanti a tutti.

Il Tanno, gli altri e gli operai serrati li seguivano per il viale che portava nel centro della città costeggiando il mare. Il mare tremolava verso l'imboccatura del porto, aureo sotto il cielo rosato. A quei duri uomini ferveva il cuore per la patria lontana.

Ma nel cuore di Giacomo Rummo s'era risvegliata la furia di parte nata fin dagli anni della pubertà. Al solo nome di nazione e di patria prendeva fuoco; odiava la guerra e in Italia era stato uno de' più arrabbiati antimilitaristi, ebbro di lotta di classe. Ora nel petto gli si rimescolavano le invettive dei lontani comizi. Andava muto al braccio del Buondelmonti, a denti stretti, dispettosamente. E non potendo più sostenere la compagnia che aveva accanto, sentiva contro tutti una collera d'odio inveterato, perchè era un uomo d'ostinazione e di passione, non voleva che la guerra avvenisse e soffriva orribilmente al pensiero che potesse avvenire, odiava coloro che aveva accanto, come nemici suoi proprii che gli avessero fatto e gli facessero un gran male, perchè non consideravano la guerra impossibile come lui voleva. Soffriva orribilmente.

A un certo punto il Buondelmonti che lo teneva per il braccio, gli domandò sotto voce:

— Tu verrai in Italia con me?

— No — gli rispose il Rummo seccamente. — Non vengo più.

E si strappò dal braccio di lui.

Allora il Buondelmonti gli disse:

— Vedi, Rummo, se avessi potuto dimenticare quello che hai fatto per me, il contegno del Tanno per le tue parole dinanzi a quella brava gente ti sarebbe parso una carezza di amico a petto al mio. Non conosci il mio sangue. Ma non potrò mai dimenticare. Però da te stesso devi riconoscere, tu che vorresti essere il loro duce, devi riconoscere che hai risposto male a quelli operai che ti avevano dato un esempio così pronto, così spontaneo, di carità di patria.

Disse così e si discostò dal Rummo. Questi gli rispose con una spallata di disprezzo e continuò ad andar avanti solo. Ma i passi dietro le sue spalle gli facevano un effetto orribile. Il cuore gli scoppiava dall'odio. Il Rummo avrebbe voluto fuggire, ma per orgoglio non poteva. Sentiva dietro di sè le voci e gli parevano grida ostili d'una folla che l'inseguisse, ma non poteva accelerare il passo per orgoglio.