— Volete finirla, nonna? — aveva esclamato l’uomo dalla barba nera, impazientito. — I vostri guaiti non fanno che maggiormente spaventare mia moglie e i bambini. Lasciate che gli elementi urlino. Avete forse paura del tuono?

— Del tuono? — ripetè la vecchia; e lasciò uscire dalle labbra un gemito lungo. Voleva ancora parlare, ma le tremavano le mascelle come a persona colta dai brividi della terzana. Ella piantò i suoi occhi negli occhi dell’uomo barbuto, continuò a fissarlo, senza aprir bocca.

— Ebbene?... e che volete dirmi, adesso? Avete forse sonno?

La vecchia, senza rispondere alla domanda del genero mormorò tutta tremante con un filo di voce:

— Non è il tuono!

— Sarà il vento.

— Non è il vento!

— Allora sarà il cane che ulula.

— Non è il cane, non è il vento, non è il tuono!

Alla strana esclamazione la moglie ed il marito fissarono la vecchia con curiosa sorpresa; e quest’ultimo, ristando dal lavoro esclamò impazientito.