— E che cosa è dunque?

— Tendete l’orecchio e ascoltate — ripetè la vecchia raggomitolandosi, e tirandosi i due lembi della gonnella sul petto, come per nascondervisi.

Tutti tesero l’orecchio e stettero attenti.

L’urlo prolungato, lamentoso, si fece udire più distinto.

— È il vento che soffia fra le punte di Tumeusoza e del Fraìle — disse l’uomo alzando le spalle e rimettendosi al lavoro.

— V’ingannate tutti! — esclamò allora la vecchia, con forza e a bassa voce — è il gran tamburo!!

— Il Gran tamburo?! ripetè l’uomo vivamente, non potendo celare un movimento di soddisfazione. — Ne siete proprio sicura?

— Sì: è l’avviso misterioso che parte dai graniti maledetti. Non è il vento che fischia sul monte Crocetta — è lo spirito delle tenebre che vorrebbe abbattere lassù la croce di ferro!

Tutti tacquero. Benchè sapessero che la vecchia era molto superstiziosa, pure le sue parole, in quell’ora, con quella tempesta, produssero su loro uno strano effetto.

— Pregate — proseguì la vecchia — pregate, perchè l’ira celeste pesa sul nostro villaggio; pregate per l’anima di un disgraziato colpito da morte violenta. Noi siamo piccoli, ma la misericordia di Dio è grande; i giusti sono pochi, ma i nostri peccati sono molti!