L’uomo dalla barba nera si strinse nelle spalle, ma sentivasi in preda ad un’inquietitudine che non riusciva a dominare. Camminava da un capo all’altro della stanza, e gettava frequenti occhiate alla porta come se aspettasse o temesse qualcuno.

I tuoni si facevano sempre più spessi — la vecchia pregava a voce alta.

— Pare che il temporale stia per iscoppiare.

La vecchia prese la parola, interrompendo un’Ave Maria:

— Il temporale è scoppiato. Non sentite le misteriose parole che volano per l’aria? Ascoltate o peccatori.

Si fece nuovamente silenzio.

Non si udiva nulla, al difuori di quel brontolìo cupo lontano, continuato.

— Ebbene? è il tuono! — disse la donna ch’era a letto.

Non è tuono — continuò solennemente la vecchia. — Sono le parole del diavolo: — Aggius meu, Aggius meu, e candu sarà la dì chi ti zz’aggiu a pultà in buleu?

Nessuno rispose alla vecchia, la quale riprese la recita dell’Ave Maria, dal punto ove l’aveva interrotta.