Nessuno di lui seppe più nulla; nè vi ha alcuno in Gallura che sappia darvi ragguagli sulla fine di quel disgraziato. Eppure il suo nome si ripete sempre con orrore, come quello di un vampiro assetato di sangue umano. I maggiori delitti a lui si ascrivono — ma nessuno saprebbe dirvi a punto fisso il nome delle vittime da lui colpite.

Bastiano Tansu veniva chiamato il Terribile, ed era sordo-muto.

Sordo, non doveva udire la calunnia — muto, non poteva rispondere alle accuse — terribile, non lasciava alcun dubbio sulla sua efferatezza!

Chi aveva colpito il muto? Dove, quando, come, perchè lo si era fatto sparire? Mistero.

Quando la notizia della sua sparizione cominciò a circolare per gli stazzi, non vi fu alcuno che si prendesse la briga d’indagare la verità dell’asserto: non un parente che sorgesse a vendicarlo; non un amico che corresse a domandarne il cadavere alle foreste di Cucurenza od alle spelonche di Petra Màina!

E chi doveva occuparsi di lui? Sua madre era morta: Gavina si era con altri fidanzata; gli amici lo avevano abbandonato — e i congiunti ringraziavano il cielo per la sua sparizione.

Era stato forse tradito, venduto, assassinato?

Fin dal giorno ch’egli si annunciò al mondo col primo vagito, gli venne negata la voce. Gli avvelenarono l’anima col fargli provare tutte le torture dell’inferno — gli avvilirono il corpo negandogli la sepoltura ed una croce — gli straziarono persino il nome, recandolo di bocca in bocca, come quello d’un condannato all’infamia.

Sparì — nè di lui rimane più traccia.

Alla quarta pagina del registro dei NATI del 1827, esistenti negli archivi della parrocchia di Tempio, è scritto: che il 29 del mese di ottobre dell’anno suddetto, fu battezzato in quella chiesa Sebastiano Addis Tansu, figlio legittimo e naturale di Andrea e di Agostina Razzu, pastori d’Aggius.