E i brindisi, gli auguri e i complimenti continuarono ad alternarsi in mezzo a quella gioia schietta che facilmente si riscontra in tali cerimonie, fra gente povera di censo, ma ricca di cuore e di sentimento.

*

In un angolo di quella stessa stanza, vicino alla finestra, v’era tuttavia un gruppo di persone che sembrava non prender parte alla gioia che sfavillava da tutti i volti. Quel gruppo era composto di un fanciullo, di un giovane e di una vecchia.

Il fanciullo era Michele Mamia, fratello di Mariangiola. Sdraiato sopra un basso sgabello, appoggiava la testa sul grembo della vecchia, la quale sedeva su d’un secolare cassone di abete.

A pochi passi da loro era il terzo personaggio. — Bastiano il muto. Dando le spalle alla finestra, e colle braccia conserte al petto, egli fissava la vecchia ed il fanciullo che gli stavano dinanzi.

La vecchia settantenne era la madre dello sposo — di Pietro Vasa. Il suo volto, sereno e venerabile, spiccava dal bruno fazzoletto, dal quale sfuggivano alcune ciocche di capelli con riflessi d’argento. Essa guardava con aria pietosa il biondo fanciullo che aveva fatto guanciale del suo grembo; e gli andava carezzando la capigliatura, quasi per fargli conciliare il sonno. Ben sapeva che Michelino aveva bisogno di riposo, dovendo egli alzarsi all’alba per recarsi al lavoro col babbo.

I tre volti avevano un’espressione melanconica che contrastava col frastuono e con la gioia che regnavano nello stazzo. Occupati unicamente dagli sposi, gli altri non badavano a loro; ed essi si compiacevano di quella noncuranza che favoriva il loro raccoglimento.

Il sole era calato dietro i monti lontani dell’Asinara, lasciando all’orizzonte lunghe striscie infuocate, le quali gettavano un’onda luminosa dietro la stanza, dov’erano raccolti i festeggianti.

Nei commensali già cominciava a notarsi quella stanchezza che si prova alla sera di un giorno di festa, dopo aver libato ad un pranzo più lauto e più abbondante del solito.

Il chiaccherìo continuava ancora — ma era un chiaccherìo stanco, compiacente, quasi convenzionale. I parenti e gli amici aspettavano che Pietro si alzasse, per accompagnarlo al suo stazzo della Trinità di Agultu; ma Pietro aveva poca voglia di lasciar la tavola, dove stava tanto bene vicino alla sua fidanzata. Egli non considerava che il tempo, il quale per lui fuggiva, scorreva assai lento per gli altri. Solito egoismo di chi è felice.