Il muto sempre immobile, non faceva che osservare la vecchia ed il fanciullo, che pareva riposasse.
Ma Michelino non dormiva. Quantunque sentisse le palpebre più pesanti del solito, pure lottava col sonno; e mentre con abbandono appoggiava la testa sul grembo della vecchia, teneva gli occhi sempre fissi sul volto della sorella la quale era seduta vicino a Pietro Vasa, dimenticando quanti li attorniavano.
Era pur strana la melanconia di quei tre personaggi in mezzo alla gioia comune! Si sarebbe detto che un pensiero triste, un penoso sconforto e un triste presagio dominasse quelle menti e che un misterioso vincolo unisse fra di loro quelle tre creature.
Eppure, essi non avrebbero dovuto rimanere indifferenti alla cerimonia che si compiva nello stazzo per convalidare il sacro patto che univa Mariangiola a Pietro! Quella vecchia era la madre dello sposo: — la sposa era sorella di quel fanciullo. Pietro sulla terra, non aveva amato alcun essere più di sua madre; e Mariangiola nutriva una speciale tenerezza per il suo fratellino Michele, oggetto continuo d’ogni sua cura e d’ogni suo pensiero.
Pietro e Mariangiola erano però sposi — e il loro amore doveva assorbire ogni altro amore.
Ed era questo il pensiero fisso che occupava la mente della vecchia e del fanciullo in quel giorno solenne: un pensiero geloso che, l’uno all’insaputa dell’altro, celavano nel profondo del cuore.
La madre di Pietro guardava con occhio diffidente la Mariangiola, destinata a toglierle l’affetto di suo figlio. Nel matrimonio la sposa viene sempre a togliere il posto alla madre; la quale tarda a persuadersi che il suo ufficio finisce là dove comincia quello della moglie. La gioia segreta di far ballare sui ginocchi i figli dei figli non basta soffocare la crucciosa invidia che prova una madre nel veder sottentrare alle sue cure un’altra donna. E da ciò i dissapori e l’incompatibilità di carattere fra suocera e nuora.
Il fratello di Mariangiola, dal canto suo fissava con dispetto Pietro, che doveva portargli via la cara sorella. Il fanciullo non poteva comprendere come per uno straniero, per uno sconosciuto, Mariangiola potesse dimenticare chi l’aveva amata per tanti anni d’un profondo affetto. Nella sua piccola mente accusava quasi d’ingratitudine la sorella; ma non sapeva ancora che il potente affetto che provava per lui la fanciulla, non era altro che l’istinto della famiglia, che nella donna comincia a rivelarsi con la tenerezza per le bambole.
Tali erano i pensieri che attraversavano la mente di quella vecchia e di quel giovinetto nel giorno dell’abbraccio di Pietro e di Mariangiola.
E il muto?