— Io non voglio chiedere i doni alla sposa — diceva il Vasa — perchè sarebbe un confessare che il torto è dalla mia parte. Tale umiliazione non voglio subirla!

— Io non debbo restituire i doni allo sposo — diceva il Mamia — questo atto potrebbe significare che riconosco il mio torto. Non intendo intaccare la mia dignità per nessuna cosa al mondo!

E per due mesi l’uno e l’altro furono irremovibili in questa decisione: tanto che si dovette ricorrere ad un consiglio di arbitri, o di ragionanti — ciò che nell’espressione gallurese suol dirsi sottomettersi alla ragione.

Dopo lunga e seria discussione, i cinque arbitri, scelti di comune accordo dalle due parti, pronunciarono il loro giudizio, dando unanimemente il torto a Pietro Vasa ed assolvendo il Mamia.

Il Vasa, rassegnato, piegò la fronte all’inappellabile verdetto, e inviò un suo incaricato in casa di Antonio Mamia per riprendere i doni fatti a Mariangiola, e per restituire quelli che aveva ricevuto da lei.

Tralascio di descrivere il dolore e la disperazione della povera fanciulla, quando dovette togliersi dal dito l’anello d’argento per consegnarlo al messo spedito dal suo Pietro. In un attimo ella vide svanire tutte le speranze d’amore; coll’anima straziata ella diede un ultimo sguardo al manafidi — a quel pegno bugiardo a cui aveva confidato i più bei sogni della vita — a quel talismano che le aveva parlato d’una casa, d’uno sposo, e d’una famiglia — a quel dono infine, che per l’ultima volta ella bagnava di lacrime e di baci.

Pietro non pianse, nè si commosse. Egli lo aveva ben detto: in lui l’odio era più forte dell’amore!

Indignato oltremodo, e volendo esprimere la sua noncuranza e il suo disprezzo per la fanciulla, si recò alla parrocchia d’Aggius e si fece rilasciare dal rettore la dichiarazione di stato libero, per la quale sborsò tre lire sarde.[10]

Fu l’ultimo colpo che annunziava la rottura d’ogni promessa. Il vecchio fremette — Mariangiola non sapeva che piangere e pianse.

Antonio Mamia, rientrando in casa, trovò la figliuola che si struggeva in lacrime. La rampognò severamente, e le disse: