Di gala più, nè d’allegri culori:

In abiti funesti

Mi si mustra la rosa e l’alti fiori;

L’albureddi frunduti

Tutti pal me di luttu so’ vistuti.

Il paziente cavallo, colla testa bassa e con passo stanco seguiva lentamente il giovine conduttore, il quale interrompeva tratto tratto la sua canzone per sollecitarlo a camminare.

Il fanciullo era già arrivato a mezza strada, e misurava coll’occhio la distanza che lo divideva dal suo paese.

Giunto ad una svolta, mentre cantava i versi:

E di la primaera

È vinuta pal me l’ultima sera.