«A te dunque la tomba, o Michele, a tua madre le smanie della disperazione; ed ai parenti il grido della vendetta. A noi soltanto, sconsolate figlie della Gallura, le tristi note del dolore!
«Piangi anche tu Mariangiola! — piangi con noi, o giovinetta tradita ai piedi dell’ara! Strappa dalla pura fronte la corona di sposa, e spargine i fiori sull’altare insanguinato, dove t’hanno ucciso il fratello! Va, ti rinserra nella stanza nuziale, non consacrata dal bacio d’amore; cingi la fronte con un serto di spine, e impreca ai Vasa ch’han deluso i tuoi voti!
«Oggi è un giorno di lutto. Venite, venite o vergini della campagna, ad intonar meco la canzone del pianto! Non vedete voi che il vento della sera reca in giro i pètali del fiore! Piangete dunque, o vergini sconsolate, poichè quest’anno i nostri mandorli non porteranno frutti!
«O fiorita ginestra dei campi d’Aggius, noi ti mandiamo l’ultimo saluto, giacchè forza umana non potrà ravvivare il tuo stelo reciso. Chi non darebbe la metà del suo sangue per rivederti in mezzo a noi? Nessuna vergine di Vignola negherebbe di posare le sue labbra ardenti sulla tua bocca di gelo, se un bacio d’amore potesse ridonarti alla vita! Ma il bacio di fanciulla innamorata non può destare alcun fremito vitale sulle membra irrigidite dalla morte!
«Piangiamo insieme, vergine di Gallura: — il nostro fiore è caduto! — »
Antonio Mamia sempre cupo e meditabondo, senza preoccuparsi delle nenie della fanciulla, si era piantato dinanzi al tavolo funebre, dove era disteso il cadavere, coi piedi rivolti alla porta d’uscita.[15]
Stette alcuni minuti con gli occhi fissi sul figlio; poi con voce calma, ma improntata di amaro sarcasmo, pronunciò lentamente le seguenti parole:
— Povero fanciullo! Han fatto una bella prova, togliendoti dal mondo! Per fermo al tuo assassino sarà tremata la mano nel prenderti di mira! Guai se non ti avesse colpito, mio povero figliuolo! — Può andar superbo il mio nemico del colpo fatto; e avrà ragione di vantarsene coi valorosi campioni della famiglia Vasa.
La madre dell’ucciso, intontita dal dolore, era sorda ad ogni parola di conforto. Accoccolata in un angolo della stanza, non pronunciava che queste parole:
Lu mè còri[16]