Fu trovata colà, agonizzante, con una mano sul cuore, e col rosario nell’altra. Pareva sorridesse alla morte.
Come tigre ferita Pietro Vasa accorse all’annunzio ferale; si chinò disperato sul corpo della madre; la scosse, la strinse al petto, la chiamò, la baciò, ma inutilmente. La vecchia aveva gli occhi socchiusi e le mani irrigidite dalla morte; respirava ancora, ma non riconobbe suo figlio.
L’amore che portava Pietro alla vecchia madre era un culto, una religione, un delirio. Anche oggidì si parla in Gallura della singolare impressione che ricevette il Vasa quando apprese l’orribile notizia. Non seppe mai darsene pace, e, finchè visse, bastò il semplice ricordo di quella barbara fine per renderlo crudele ed inumano con chicchessia.
— Vigliaccherie! gridò il Vasa. — Uccidere una donna, una vecchia cadente! A che dunque è ridotta la nostra Gallura? Miserabile razza dei Mamia! Il tuo valore non consiste che in simili imprese; ma ben altro è il nostro! Voi non siete buoni che a far posare cannocchie — noi però faremo posare fucili.[18] Vigliacchi, vigliacchi, vigliacchi!
Così esclamava Pietro, acciecato dal furore: e gli facevano coro i componenti la sua fazione; ma tutti dimenticavano che la prima vigliaccheria l’avevano commessa i loro, assassinando un povero fanciullo quattordicenne. L’uomo però non è che un egoista e nel misurare l’oltraggio ricevuto, dimentica facilmente quello che egli ha recato ad altri.
Inginocchiato vicino al cadavere della madre di Vasa, e assorto in profondi pensieri, stava Bastiano il muto. Egli ripensava fremendo alla cerimonia dell’abbraccio, compiutasi un anno prima nello stazzo di Giunchiccia. Colà egli aveva veduto il giovine Michele posar la testa sulle ginocchia di quella vecchia. L’uno e l’altro erano scesi nella tomba, vittime innocenti di un odio infernale. Il muto si asciugò una lacrima — e fu la seconda che gli sgorgò dagli occhi dinanzi ad un cadavere!
Il giorno seguente la salma della madre di Pietro fu portata nel piccolo camposanto della Trinità di Agultu. Tutti gli amici e i parenti alzavano al cielo i loro lamenti, nè mancarono le comari che improvvisarono le solite nenie, dove si encomiavano le rare doti dell’estinta, deplorando il tristo avvenimento.
L’assassinio della vecchia fu imputato dalla voce pubblica ad uno dei Pileri che aveva in moglie la sorella di Pietro Vasa. Il supposto feritore fu arrestato e la sorella di Pietro proclamò l’innocenza di suo marito, giurando a tutti che in quel giorno egli trovavasi presso di lei. I fratelli le tennero il broncio e non le parlarono più; ma la povera donna sfidò l’odio ingiusto del Vasa, e protestò sempre energicamente contro l’arresto del suo innocente marito.
VIII. La posta al cinghiale
Dal giorno dell’assassinio della madre di Pietro Vasa, non vi fu più tregua. Era un continuo succedersi di combattimenti sanguinosi e di uccisioni: una caccia di fiere che si davano uomini contro uomini.