Anton Stefano soleva dire:
— Povero diavolo! dopo aver ucciso tanti uomini, Bastiano sente il bisogno di uccidere il tempo. È proprio un’abitudine.
— Ma con diverso risultato — aggiungeva sollecita la Gavina, che voleva sempre difenderlo; — prima faceva del male, adesso invece fa del bene.
— A te solamente! conchiudeva la sorella maggiore, con un tono in cui si celava un leggero dispetto.
Una sera, attraversando la stanza di Gavina per recarsi al cortile, Bastiano si era fermato dinanzi al lettino della fanciulla, e vi era rimasto alcuni minuti fissando a lungo il ramoscello d’olivo e la palma benedetta che adornavano il capezzale.
La vecchia scherzando, fece intendere al muto:
— E che? vorresti forse la luna?[24]
Il muto diede in uno scroscio di riso; e dondolando la testa rispose co’ segni:
— Non saprei davvero dove appenderla. Non ho avuto mai letto io!
Quando Gavina — dopo molti anni — raccontava alle amiche gli avvenimenti dell’Avru, soleva dir sempre: