A quella chiamata Gavina volse la testa verso le sorelle; ma poi continuò l’opera sua, dicendo con freddezza e senza alcuna curiosità:

— Molto belli!

— E... di chi sono? aveva osato chiedere la vecchia al muto, per non mostrarsi troppo sfacciata confessando che sapeva a chi erano destinati.

— Sono i miei — fece il muto, puntandosi sul petto l’indice della mano destra.

— Vuoi forse metterli tu?

— No: voglio regalarli — fece intendere il muto coi gesti.

— Regalarli! e a chi?

Il muto arrossì un pochino, e accennò cogli occhi la Gavina, che in quel momento gli dava le spalle affaccendata più che mai nella biancheria, per la quale in quella sera mostrava un’insolita cura.

— Non senti Gavina? Il muto dice che gli orecchini sono per te. È un regalo che egli vuol farti!

Le due sorelle maggiori si fecero un po’ serie, punte forse dall’invidia per il bel regalo toccato alla Gavina; e cercarono sfogare l’interno cruccio con un po’ di sarcasmo e di burletta.