— E vi fece intendere la sua intenzione...?

— Oh, mai.... ha fatto, così qualche regaluccio....

— E allora...?

— Voi conoscete il muto... sapete quanto è feroce quando si mette in testa una cosa....

— Ma vi è mezzo di fargliela togliere — esclamò vivamente Giuseppe, con gli occhi che mandavano lampi. — Gli si dice con le buone... e se con le buone non intende, si ricorre alle cattive... e si mette addirittura alla porta. Insomma, io vi domando la mano di vostra figlia Gavina — esclamò risolutamente il giovine. — Me la date sì o no?

— Per parte mia ve la concedo, e con piacere; però pretendo seriamente che il muto non sia molestato e che io non abbia a soffrire alcun disturbo, o dispiacere: egli è parente dei Vasa, e ben so quanto bisogna andar cauti in fatto di inimicizie. Tutte le grandi cose, in Gallura, furono sempre partorite dalle cose piccole — e so quel che mi dico. Abbiate dunque pazienza, o Giuseppe, se è vero che amate la mia figliuola; e se vi riuscirete con la prudenza e con l’astuzia a far ricredere il muto delle sue stolte pretensioni, il contratto e bell’e stabilito, nè se ne parli più.

Stasera ne terrò parola a mia moglie, e vedremo il partito da prendere. — Vi prevengo però: desidero, anzi voglio, che si prendano tutte le cautele; senza ricorrere, cioè a mezzi violenti e a scene spiacevoli, amo la tranquillità della mia casa e della mia famiglia, nè voglio immischiarmi in contestazioni, che ho saputo evitare per ben cinquant’anni. Non vorrei aver disturbi nella vecchiaia. Non vi dico altro!

— E sta bene. Io penserò a soddisfarvi.

E così dicendo Giuseppe si era allontanato dal vecchio, il quale, per tutta quella sera, non fece che ripensare alla domanda del nipote, studiando tutti i mezzi per togliersi d’impaccio nell’intricata situazione. — E aggiungete che Anton Stefano, che era una buona pasta d’uomo, aveva taciuto a Giuseppe, ciò che sempre aveva taciuto in famiglia. In fondo in fondo il muto non gli dispiaceva, nè aveva mai creduto un peccato mortale concedergli la figliuola. Bastiano non poteva dirsi brutto; era un instancabile lavoratore, aveva dell’abilità, e non mancava di cuore.

— Gran che l’esser sordo-muto! diceva nell’intimo della sua coscienza. — Conosco tanti giovanotti che parlano e che ascoltano, eppure son più muti e più sordi di Bastiano! Ma andate a dire queste cose alle mogli e alle figlie! Vi mangiano vivi.