Dopo un lungo silenzio, la vecchia domandò a Giuseppe se nelle sue terre di Bortigiadas aveva seminato molto grano, e Giuseppe, che non sentiva nulla, le rispose cupo, con altra domanda.

— Ditemi... il muto ha proprio giurato di non offendere la vostra famiglia?

— Sì — rispose la vecchia; e siccome capì che il pensiero di Giuseppe non era uno scrupolo di coscienza, riprese: — però i parenti del muto non richiesero da noi un ugual giuramento.

— E come mai hanno potuto omettere una formalità così importante?

— Ma!... chi lo sa?

Continuarono a passeggiare, fecero ritorno a casa ma non pronunciarono nessun’altra parola sul muto.

Avevano detto abbastanza — e forse Giuseppe credette capire più di quanto la vecchia aveva voluto dirgli. Il geloso cugino pensava per proprio conto, ma voleva creare un pretesto per mettere in pace gli scrupoli della coscienza.

XII. Si rompe ogni indugio

Era l’ora di stanchezza e di melanconia, in cui si ristà dal lavoro; quell’ora che non è giorno, nè notte troppo tardi per lavorare — troppo presto per andare a letto; l’ora in cui i grilli cantano con più sentimento e in cui le civette e i gufi della Gallura cominciano la monotona serenata degli sbuffi e dei fischi cadenzati; l’ora che invita le madri a preparar la cena, e le figlie a ricambiare una stretta di mano con l’innamorato.

Una quiete serena regnava per le campagne dell’Avru.