Anton Stefano e Giuseppe si erano allontanati per visitare alcuni terreni, verso l’Adu di Sarzughe. La mamma, con le serve, era in cucina, intenta a impastar la farina; le due figlie maggiori si pettinavano sul limitare dell’uscio e Gavina si era recata nel cortiletto, per spiccare dalle corde i pannellini che il sole con tutto comodo aveva rasciugato nelle sue dodici ore di viaggio.

Bastiano, seduto all’estremità del piazzale, era quasi solo. Col fucile fra le ginocchia e col volto fra le mani, pareva riflessivo, annoiato. La vecchia per un po’ di tempo lo aveva tenuto a bada; poi lo aveva piantato lì senza tanti riguardi, per accudire alle faccende domestiche. Voleva fargli capire che la sua presenza cominciava ad essere incresciosa, e che se veniva tollerato lo era solo per cristiana misericordia.

Il muto non era così gonzo da non avvedersi della diversità di trattamento che riceveva in quella casa. Capiva benissimo che nello stazzo era di troppo, ma si era rassegnato a subire qualunque umiliazione, pur di non rinunziare alla visita di Gavina. — Giacchè ogni altro conforto gli era negato.

La fanciulla dal suo canto, non faceva che contraccambiargli il saluto — senza trattenersi con lui, come per lo passato. Ella aveva disposto le cose in modo, che non le rimanesse un minuto di libertà. Era sempre affaccendata in occupazioni, create lì per lì per darle il pretesto di star lontana dal muto.

Bastiano fingeva non accorgersi di nulla; sorrideva mestamente al sorriso di Gavina, ma provava una stretta al cuore.

Stanco finalmente di rimaner solo nel piazzale, egli si alzò lentamente si accostò all’uscio dello stazzo vi cacciò dentro la testa, e mandò dalla gola un urlo. Quell’urlo era la buona sera ch’ei soleva dare alla famiglia, quando lasciava lo stazzo.

La vecchia con le maniche della camicia rimboccate era venuta in sulla soglia per restituire il saluto a Bastiano; ma era subito rientrata in casa, perchè vi si faceva il pane, e non poteva abbandonare la pasta.

Il bandito prese a destra, verso Aggius; fece il giro dello stazzo, e passò dinanzi al cortiletto, dove Gavina ritirava i panni dalle corde.

La vide, e si fermò a contemplarla.

Gavina non aveva sentito le pedate del muto nè poteva immaginare che in quella sera l’ospite lasciasse lo stazzo prima dell’ora.