— E che faccio a tua figlia? — continuò Bastiano sempre co’ suoi gesti abituali.

— Fai che m’indisponi il fidanzato, mi spaventi la figliuola, e mi turbi la casa, dove non siamo più padroni di vivere come ci pare e piace!

— E così... non devo più venire nello stazzo?

— No — fece Anton Stefano, dondolando l’indice della mano destra.

— E se io venissi?

Anton Stefano, infastidito, fece col piede il gesto di dargli un calcio.

— Hai capito, finalmente? Non ti voglio più trovare nello stazzo. È la seconda volta che ti ho avvertito; alla terza saprò come regolarmi!

— Mi ucciderete forse?!

— In casa mia non ti voglio nè morto nè vivo! Intendi?!

E senz’altro dire, nè aspettare risposta, Anton Stefano piantò il muto in mezzo alla viottola e s’incaminò verso lo stazzo.