Conservar lo scettro della moda a Parigi per venti anni, fu un vero miracolo. E l’ostracismo era inevitabile, e venne. Sofia non ebbe nè la presenza di spirito, nè il coraggio, nè la filosofia di ritirarsi a tempo, e farsi rammentare e desiderare. Prese il partito peggiore, quello cioè di lottare col pubblico, sempre crudele e spietato, e sempre vincitore. Ebbe l’umiliazione di vedersi preferita Rosalia Levasseur, una sua allieva; e di veder Gluck, il gran maestro, dichiararsi (ingrato!) per la sua rivale. Ahimè, la Moda è come la Rivoluzione e come Saturno; essa divora i propri figliuoli.... Una sera d’estate che Sofia prendeva il fresco nel giardino del Palais-Royal, dei giovinetti le canticchiaron dietro sul motivo dell’Alceste:
Caron t’appelle.... entends sa voix!
E la povera Sofia dovè cedere, e ritirarsi dalla scena: non perchè la sua voce si fosse molto alterata, ma perchè eran cresciuti i suoi anni, perchè in questo mondo, e specialmente in Francia, tout lasse, tout casse, tout passe, anche la voce più soave, la musica più dolce e la più bella poesia....
Desolata, ebbe una velleità di devozione, e frequentò le chiese e il confessionale. Ma fu una conversione passeggera, un capriccio; e poche settimane dopo scriveva a una sua amica, a proposito dei suoi confessori: «Ces directeurs! C’est pis que les directeurs de l’Opéra....»
Fondò allora un salon che fu uno dei più brillanti e piacevoli fra i tanti famosi che ne contò Parigi nel secolo scorso: e i martedì di mademoiselle Sophie Arnould riuscirono ciò che di più illustre e di più artisticamente elegante vantava la capitale. Rousseau, Voltaire, Beaumarchais, Diderot, Duclos, Garrick, Bernard, Dorat, venivano a complimentare la regina in ritiro dell’Opéra.
E quando scoppiò la rivoluzione, il suo salon diventò un club, e Ifigenia diventò giacobina! Aveva cinquant’anni!... e la Chronique scandaleuse così scrive di lei, nel 1790: «.... Elle vient de se faire démagogue afin de recevoir chez elle la lie de l’espèce humaine.... elle envoie étudier aux Jacobins deux enfants qu’un galant homme lui fit jadis par mégarde....» e sèguita di questo tenore per mezzo giornale. Povera Sofia!
❦
Gli ultimi suoi anni furono un seguito di amarezze, di malattie, di povertà. Si ridusse a scriver lettere, nelle quali, paragonandosi alla cicala di Lafontaine che non ha più
Un seul petit morceau
De mouche ou de vermisseau,