Le bionde come Julie sentono e soffron più di questa crisi del cuore. La bruna dagli occhi neri e profondi, dallo sguardo che brucia, ha già consumata a trent’anni tutta la sua fiamma interiore. Dicevo dunque che questa Giulia era bionda....

Ognuno cerca sè stesso nei libri: e i grandi successi derivano dal gran numero di contemporanei che si riconoscono in uno stesso libro. Più la donna era sommersa nel fango, più anelava istintivamente ai puri orizzonti; e uscendo dalle sordide braccia di un Richelieu, di un De Frise, di un Pavanne, sognava e invocava un Saint-Preux.

Quando Julie e la sua cugina lessero il primo volume della Nuova Eloisa, la sorpresa, il piacere, la maraviglia, l’ammirazione, l’entusiasmo non ebbero limite. L’una si vide dipinta al vero nella figura di Julie, l’altra in quella di Claire. Ma la nuova Clara che aveva già letto nel cuore della amica e ambiva per lei ciò che quella non osava neppur confidare a sè stessa, osò scrivere al cittadino di Ginevra questo biglietto: «Vous saurez que Julie n’est point morte et qu’elle vit pour vous aimer; cette Julie n’est pas moi; vous le voyez bien à mon style: je ne suis tout au plus que sa cousine, ou plutôt son amie autant que l’était Claire.» E concludeva indicando a Gian-Giacomo un modo per rispondere.

Rispose; e senza farsi pregare, e a posta corrente.

Il mistero, una vaga speranza, sedusse l’orso, il selvaggio, come lo chiamavano, e rispose. E la corrispondenza cominciata per devozione di amica, e per amore romanzesco da un lato; dall’altro per curiosità, e per invincibile attrattiva, si animò più e più quando la nuova Clara cedè la penna alla nuova Giulia.

Rousseau prima di domandare un colloquio le chiese il ritratto. Oggi essa sarebbe corsa subito da un rinomato fotografo: centoventi anni fa, era più difficile aver subito il proprio ritratto.... E Julie vi rimediò facendoselo da sè con la penna, con la parola. E lo fece scrupolosamente, non celando il minimo suo difetto. Deve essere stata un paio d’ore a guardarsi allo specchio, prima di scrivere quella lettera, come una devota a far l’esame di coscienza prima di confessarsi.... È un po’ lungo, ma come si fa a esser brevi e dir tutto? Gli confessa che le è restato qualche leggerissimo, quasi impercettibile segno di vaiolo sul viso, che ha le braccia un po’ magre, e finisce con questa graziosa e fresca pittura della sua toelette: «Mes cheveux composent ordinairement toute ma coiffure: je les relève le plus négligemment qu’il m’est possible, et je les aime avec assez d’excès pour que cela dégénère en petitesse. Comme je suis modeste et frileuse, on voit moins de moi que d’aucune femme de mon âge. Rien dans mon habillement ne mérite le nom de parure. Aujourd’hui, par exemple, j’ai une robe de satin gris, parsemée de mouches couleur de rose....»

Rousseau, letto il ritratto volle vedere l’originale: e le raccomandò di vestirsi con quella stessa robe de satin gris.

E tale si presentò ai suoi sguardi, tremante di emozione, bella di pudore e di grazia, di innocente ardire e di nascente passione....