Nell’estate del ’57, detto l’ultimo addio alla Comédie Française, il teatro delle sue glorie, lasciò Parigi, e andò ad aspettar la morte a Cannes, in villa Sardou.

Il 3 gennaio 1858, Rachel era in agonia. Parenti e correligionari, chiamati dalla famiglia, accorsero in fretta da Nizza. E la figliola d’Isdraello si udì raccomandare alla misericordia del Signore, nella lingua di Giob e di Geremia.

Restarono soli nella funebre camera un vecchio rabbino e due donne. Si avvicinarono al letto della morente. Essa si voltò dalla loro parte, e con lo sguardo intento parve dire: leggete, aspetto le parole di Gèova!

— Vola, torna al tuo Dio, o figliola d’Israel!

Ascolta, Israel; l’Eterno, il nostro Dio, l’Eterno è uno.

Va’ ove il Signore ti chiama, va’, e che la sua misericordia ti assista!

Dio dei nostri padri, ricevi nella tua misericordia quest’anima che viene a te; riuniscila a quella dei patriarchi tra le gioie del paradiso celeste. —

Rachel ascoltava in solenne raccoglimento: era tutta attenzione a quelle grandi parole: il suo volto parve illuminarsi di una luce divina....

Vi fu un lungo silenzio. La sorella Sara rientrò nella camera, e si appressò al letto della morente. Rachel le strinse la mano, le sorrise, e spirò.

Allora il funebre trio cantò a bassa voce: Benedetto il Giudice di Verità!...