Vi si rifranga: sorridete, o belle;
Doman morremo.
. . . . . . . . . . . . . .
A me fra il verso che pensoso vola
Venga l'allegra coppa ed il soave
Fior de la rosa che fugace il verno
Consola e muore.
Ma poi subito il tono si eleva: il verso del poeta non è «pensoso» per nulla. Sentiamo l'anima dell'uomo moderno che si pone dinanzi al nulla della vita e lo contempla con mestizia serena. Che agile evocazione di immagini e che ineffabile malinconia musicale nella strofa che segue!
Diman morremo, come ier moriro
Quelli che amammo: via da le memorie.