Eppure, dell'innamoramento di Desdemona egli aveva trovata una ragione molto semplice, sulla quale la sua franca anima di soldato e di barbaro dolcemente s'adagiava.
— Essa aveva occhi per vedere e scelse me. Il padre, che mi amava, mi richiedeva spesso, in casa sua, del racconto della mia vita. La bella Desdemona non batteva palpebra ascoltandomi; e per gli orecchi e per gli occhi le entrò a poco a poco l'amore; un amore nato da meraviglia per i tanti casi da me trascorsi, nato da pietà per i miei molti affanni sofferti. Ecco il filtro, o Barbanzio, e le mie arti infernali. —
Il doge e i senatori ascoltavano nella notte la dolce eloquenza del Moro, assentendo in silenzio.
Ma nella terribile scena V dell'atto III, dove, ad ogni gesto di Jago, par di vedere un'aspide guizzare dalle sue mani e avventarsi di celato al petto d'Othello, il principale argomento della sua fede ecco che viene abilmente eliminato. Quando Jago se ne va, Othello rimane cupo e cogitabondo, col suo nero volto dinanzi alla fantasia... il suo nero volto in cui gli anni cominciano a mettere delle rughe!
La disgrazia del Moro fu di non aver mai conosciuta «la prima radice» della passione di Desdemona per lui. Le guerre, i viaggi, i mali sofferti furono solo la cornice, che egli scambiò col quadro. Mancavano forse in Venezia, la città di Enrico Dandolo e di Marco Polo, uomini forti e audaci, dalla vita poeticamente avventurosa e per giunta belli e di bianco colore?
In questa concorrenza Othello sarebbe rimasto facilmente sconfitto, chè la lotta era ad armi troppo disuguali per lui. Ma altra fu la ragione occulta dell'amore.
***
Quasi tutte le donne di Shakespeare amano e muoiono, ubbidendo ad un istinto ideale, anzi ad una idea, nel senso che lo Schopenhauer dà a questa parola. L'amore, ministro infaticabile della Volontà, distrugge le differenze e gli ostacoli, convertendoli in tramiti d'unione feconda e fatale. Giulietta ama un nemico, Ofelia ama un principe e un pazzo, Desdemona subisce in Othello l'infinito prestigio dello «straniero» e si dà a lui con tanto maggiore abbandono quanto più forti sono gli ostacoli che la patria, la razza e il colore mettono fra loro due.
Allorchè Othello, dopo essersi difeso dinanzi al Doge e ai senatori, invoca le testimonianze di lei, essa ricorda al padre i suoi doveri di figlia obbediente, ma solo per concludere: — Ecco il mio sposo, il mio signore! — E domanda in grazia al capo della repubblica di potersi esporre in compagnia del Moro ai rischi del mare e della guerra. Non ha essa cominciato ad amarlo mentre i suoi racconti glielo dipingevano in mezzo a quei rischi, variamente sbalestrato dalla fortuna? Lo spirito della giovane donna anela a vivere per davvero in quel mondo esotico e fantastico, come un poema orientale, che il volto e le parole dello straniero hanno saputo così bene suscitare dentro di lei.
Indarno il vecchio Barbanzio lancia un ultimo avvertimento, che suona tetro come una profezia di sventura. Othello è pieno di fede. Desdemona nel fondo della sua anima non ascolta più altro linguaggio che quello antichissimo dell'amore «peregrino» che è stato causa di tante emigrazioni e di tante fughe...