Insuperato, divino scultore d'anime Volfango Goethe! Egli nel ritrarre le passioni e i caratteri possiede il segreto di quella perfezione semplice e monumentale che ammiriamo nei bassorilievi di Fidia. Per questo i suoi tipi non invecchiano mai e ci restano nella mente come altrettante figure da pantheon.

In questa semplice limpidezza della linea sovrana, oso affermare che egli passa talvolta innanzi a tutti i moderni. È davvero il poeta «dal nero occhio lucente» come ce lo scolpisce lo Heine; un occhio nero e lucente che penetra nelle più gelose intimità degli spiriti e ne trae fuori l'immagine pura e compiuta.

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Ricordate la morte di Goetz di Berlichingen?

Ricordate, nell'Egmont, l'ultima scena di Clara col giovane Brackenburg? E la passeggiata notturna d'Arminio con Dorotea, la ricordate?

..... Tra foglia e foglia

La luna con la sua tremola luce

I giovani adocchiava, infin che tutta

Si celò nelle nubi ed allo scuro