Nel suo ferreo voler rimase immoto.
..... La bella persona
Fra le braccia sentia, sentia vicino
Il tepor di quel cuore; egli respira
Il respiro di lei..... Ma della donna
La dignità magnanimo rispetta.
E sempre la stessa semplicità scultoria e sempre il medesimo sentimento sano e profondo della vita; e trova parole che sa pensare più che non dicano.
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E questo è il grande magistero. Emilio Zola, nel pianterreno del Voltaire, confessò che gli manca il senso ad hoc per capire tante bellezze fantastiche in Shakespeare. Ed io ci credo; e penso che se gli si presentasse occasione di giudicare sul teatro il Goethe, colla sua lodevole schiettezza, farebbe la medesima confessione. Gli è che oggi nei romanzi si fa di molta fisiologia e patologia a braccia; e invece si studia poco ciò che più importerebbe; lo spirito umano nella sua ingenua e profonda verità. Si spendono venti pagine a fotografare un mercato, a descrivere una stamberga, a vivisezionare il carattere di un portiere, a dipingere le mosse, il vestito e le abitudini di una cocotte; ma quando si è al dramma vivo e profondo dello spirito, spesso si tira via di maniera.