— Basta che arrivi in tempo per la messa di Natale!

Mi diede quest’ultima risposta facendo una vocina mansueta e patetica, in cui era sempre una lieve intonazione di celia. Poi, avviandosi:

— Addio, dottorone! Buona notte e buone feste!

Anch’io lo salutai, e proseguii la mia strada. La proseguii sentendomi alleggerito da un gran peso, vedendo tutto bello intorno a me, ridendo delle mie paure e meravigliandomene come di uno strano sogno.

Così giunsi in vista della mia casa; vidi con gioia le finestre a piano terreno illuminate, ed entrai allegramente, fumando ancora il sigaro regalatomi da fra Ginepro.

LA STATUA.

Nell’isola di Cipro. — Un boschetto di mirti e di rose, dietro il quale si travede una casa bianca e rossa, con pronào. — Delle colombe candide volano intorno.

Pigmalione giace per terra in atto di dormire. — Mercurio sta in piedi dinanzi a lui.


Mercurio — .... Nella stanza ove, due anni fa, sorgeva la bianca statua, sorge adesso un’ara. Quando, per l’ardore de’ tuoi desiderii aiutati dalla grazia della Dea, la statua s’animò e divenne la donna tua, tu facesti voto insieme a lei che, al compiersi d’ogni anno, su quell’altare, voi due avreste compiuti sacrifici e date libazioni eucaristiche a Venere misericordiosa.... Svegliati, Pigmalione, e rispondi a me.