Pigmalione — Lasciami proseguire. Sì, anche oggi. Il mio circolo si chiude in lei; vedo lei sola; ma dentro quel circolo accade uno strano sviamento de’ miei pensieri e de’ miei desiderii.... Da principio, mentre ero con Galatea e l’udivo parlare e cantare, e la vedevo muoversi e danzare e incoronarsi di fiori e sorridermi, la mia mente correva sempre alla statua immobile, alla statua fredda e muta.... E quel confronto m’empiva di un misto di orgoglio, di gioia e di tenerezza.... Mi sentivo più grande di Prometeo, perchè quelle stupende forme le avevo modellate e scolpite io stesso con queste mie mani; mi sentivo di lui più felice, perchè la creatura fatta e animata da me io l’amavo di passione e mi sapevo riamato da lei.... Forse ero troppo felice; e la gelosa Erinni mi guardò allora con que’ suoi occhi torvi, che non perdonano!... Infatti, trascorso un anno, lentamente, insensibilmente, i termini del confronto si andarono mutando nella estimazione del mio spirito.... La vita reale di Galatea, varia, mutabile, caduca, soggetta alle leggi del Tempo, agli accidenti della Fortuna, agli assalti del dolore, agli inquinamenti della volgarità, cominciò a presentarsi a me come uno specchio ogni tanto attraversato e offeso da qualche ombra; mentre la pura forma inconscia e inalterabile, che io le avevo dato nel marmo della statua, seguitava invece a splendere sempre nella mia memoria co’ suoi contorni intatti... Anzi di mano in mano che la prima forma s’andava offuscando, il fulgore della seconda si faceva più vivo e più affascinante per me. Che vuoi tu che io ti dica altro?... Da un pezzo in qua io non posso più pensare alla mia donna senza ricordarmi che ogni ora che passa mi ruba qualche cosa di lei; e questo converte in amarezza il sentimento lieto del mio possesso. Ho un bel cacciarla da me, ma l’idea della sua vecchiaia mi assale in un modo non so se più compassionevole o più spaventoso.... E mentre un riflesso solare scherza con le sue chiome color di bruna viola, talvolta io rabbrividisco credendo di vederle spuntare i primi capelli bianchi; e in qualche smorfia gentile della sua bocca voluttuosa e in qualche curva graziosa del suo candido collo, io tremo di veder comparire le prime rughe.... O Mercurio! Il mio è un tormento continuo che non ha paragone. Quando gli Immortabili diedero alla schiatta di Giapeto il senso divino dell’arte, vollero davvero beneficarci o non piuttosto mettere in noi il seme di grandi inquietudini?... Lo ignoro. So che adesso, ogni volta che guardo Galatea, tuttochè giovane e fiorente, veggo insieme delinearsi e biancheggiare vicino a lei la prima Galatea del mio pensiero, la Galatea pura, perfetta, incorruttibile.... ideale! E questa — sappilo — è una rivale terribile, contro a cui non hanno che una mediocre potenza le illusioni, i piaceri e le lusinghe della vita caduca.... E la povera viva è debellata e soccombe in questa lotta incredibile e pur vera.... E tutto il mio desiderio, come un amante infedele che torna all’amore suo primo, si va allontanando da lei e si volge verso.... a quell’altra! (Si nasconde la faccia con le mani e piange).

Mercurio — Sei molto infelice....

Pigmalione — Sono forse anche colpevole. Sì! Quando un mortale venne gratificato dagli Dei d’un portento benefico pari a quello che fu compito per me e non sa appagarsene, vuol dire che in lui ci ha da essere colpa.... Ebbene, che gli Dei mi puniscano e ch’io scompaia dalla vista del divo Sole.... Se vieni esecutore della loro collera, che tu sia il ben venuto, o Mercurio!...

Mercurio — No. Allorchè Venere operò il prodigio, ella intese alla tua felicità. Non ad altro. L’animazione di Galatea ebbe questo solo fine, unica ragione dell’esser suo.... Adesso....

Pigmalione — Che vuoi tu dirmi, o figliuolo di Zeus?

Mercurio — Attendi.

Galatea (Compare sulla soglia della casa, in veste candida, tenendo in mano una corona di rose). — Pigmalione!... Il sole tramonta. Non temi tu che Venere si sdegni per il nostro indugio?...

Mercurio (Assumendo la voce di Pigmalione). — Galatea! Entra nella stanza del sacrificio e ponti presso l’altare ad attendermi.

Galatea — Ho rinnovate le rose intorno all’altare, perchè olezzino fresche. Vieni.... Non tardare più molto! (Rientra).