Un lungo silenzio. Pigmalione scruta con ansietà il volto impassibile del Dio.


Pigmalione (Con gesto supplichevole). — Parla, o Mercurio!...

Mercurio — Venere è Dea misericordiosa e giusta. Tu vivrai. La bella Galatea è ora nel mio dominio.

Pigmalione (Con accento di terrore). — Ahimè!... Funebre condottiero delle anime, stai tu forse per condurla teco nei prati fiorenti d’asfodèlo?...

Mercurio — No. Fra pochi istanti essa rientrerà nel candido marmo, che il dolore non tocca e la vecchiezza non dissolve.

Pigmalione (Cadendo in ginocchio). — Grazie! Ed io l’amerò eternamente!


Mercurio — Rimani finch’io non ti chiami. (Entra solo nella casa).

Galatea — (canta di dentro)