Giù nei prati fragranti
Dell’eterno asfodèlo,
Forse fra le vaganti
Ombre t’incontrerò....
La voce di Galatea cessa improvvisamente con un piccolo grido. — La dolce melodia continua. — Pigmalione si leva in piedi e guarda ansioso verso la casa.
Il sole è tramontato. — La stella d’Espero risplende bellissima. Le colombe, riunitesi sopra un albero di mirto, levano insieme il volo e migrano dal boschetto.
OCCHI ACCUSATORI (VECCHIA CRONACA).
Al signore della Rocca erano giunte notizie gravi ed ordini precisi.
A Bologna, per volontà di Sisto V, avevano già strangolato in carcere, con un bel cordone di velluto rosso, il conte Giovanni Pepoli. Parecchi de’ suoi seguaci e complici erano stati anch’essi strangolati, senza nemmeno l’onore del cordone di velluto! Altri erravano fuggiaschi per le valli e per le montagne dell’Appennino; ma li inseguiva l’ira del terribile papa e poca speranza di scampo avevano. A lui, il Conte, salva la vita e gli averi; ma doveva andare subito a Roma a chieder perdono e fare atto di umile sudditanza, prostrato a’ piedi santissimi del sovrano.
Non era il caso d’esitare; e bisognava partir subito.