Donna Giulia, che aveva fatto tutto allestire in fretta per la partenza, ora andava verso la stazione a prendervi il diretto delle nove per Roma.

Quando aveva sentito il rumore della vettura in quel tratto solitario di strada, un forte battito del cuore e dei polsi la aveva pure avvertita che dentro c’era l’Arnaldi. Volle vederlo, e provò anche un gran bisogno di chiamarlo per nome; ma non ebbe la forza....

Passato il legno, si ravvolse tutta in un grande scialle e poggiò il capo all’angolo della carrozza, prendendo l’aspetto di chi s’addormenta.... Ma la cameriera che era con lei s’accorse che la signora, dietro il fazzoletto premuto sulla bocca, singhiozzava.

IN CASA DELL’AMICO.

I.

Dal salotto da pranzo, guardando per di sopra alla terrazza, fu prima la signora a vedere il fattorino del telegrafo, che saliva lestamente per il viale, ancora tutto invaso dal sole, e sonava al cancello del villino. Il telegramma, portato subito dal giardiniere, diceva così:

“Abbisognami sua pronta risposta circa arazzi. È arrivato negoziante milanese. Riparte domani sera.„

— Ah! ecco che Shyilok mi vuole stringere i panni addosso! — disse il marito incrociando la posata sul piatto. La signora, lasciata andare indietro la sua testa bruna e guardando il soffitto con aria indolente, mise una pausa in mezzo e replicò:

— E tu attacca la tua voglia ad un arpione. Faremo senza degli arazzi....

E mostrava sorridendo la bellezza dei suoi denti bianchissimi.