E lai versando sul petto recente ferito,
Reggono con mano la cara cervice cadente.
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Con questi versi comincia il carme, ma non sono de' migliori. — Altro verso ch'egli trattò magistralmente e dopo di lui acquistò alcuna voga è il novenario. In un componimento intitolato: Mane, Thekel, Phares egli li adopera tronchi e rimati a due a due. Il componimento è una fantasia grandiosa e forte intorno alla storia dei popoli: e quei molti novenari così rimati e tronchi gli danno uno strano carattere di leggenda e par di sentirvi il cozzo fatale degli avvenimenti e il brontolìo delle collere divine.
Ecco, per es., descritta Roma antica negli eccessi della sua strapotenza tirannica, ebra e lasciva, punita poi dalla invasione dei barbari:
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Al fiero banchetto sedè
La fame del popolo re;
Nutrì, senza amor nè pietà,
La sua con le altrui libertà;