— Un po' prima o un po' dopo.... purchè si mangi! — tonò la voce che usciva dal pelliccione — Qu'est qu'en dis tu, mon pauvre Jacques!»
Jacques era il più donnaiolo della combriccola, che da qualche tempo non poteva più uscir per la caccia a causa di un certo male che non lo lasciava camminare. Jacques, che da un pezzo guardava fisso il maialetto con aria meditativa, alla domanda dell'amico, levando gli occhi al cielo rispose: «Ce qu'en dis moi? Je dis.... quel dommàge qu'il ne soit pas une femelle!»
Fu una risata generale. Rise anche il cane.... un vecchio cane che aveva il grave difetto di esser fedele a tutti senza che nessuno fosse fedele a lui.
Il maialetto capì d'averla scampata brutta: cercò d'addomesticarsi il più possibile, imparò a mangiare a tavola, imparò a parlare la lingua di Jacques, a bere la birra per far piacere al panciuto, a ubbriacarsi di Wiscky per divertire quell'anima lunga, a insegarsi le setole del grugno in omaggio a quello dai baffi come aguglioli, a fare il progressista per deliziarli tutti. E tutti facevano a gara per ingozzarlo d'ogni ben di Dio, e così il maialetto ingrassava a vista d'occhio, e diventava impertinente, in ispecie con quel gigante dormiglione e col vecchio cane.
Ma più ingrassava, e più cresceva in quei zotici cacciatori la voglia di mangiarselo. E il maiale lo capiva: ma siccome vedeva che in quella brigantesca compagnia ogni qualvolta uno voleva, l'altro subito disvoleva perchè il compagno non l'avesse vinta, così sperava che quella gente non sarebbe mai venuta a capo d'ammazzarlo, e pensava soltanto a mangiare più che poteva alle loro spalle.
Il giuoco durava alla meglio; ma un giorno finalmente il maiale si persuase che, anche a costo d'ammazzarsi dopo tra loro, quei banditi prima o poi lo avrebbero scannato, tanta era la bramosia suscitata dalle sue carni. Allora ebbe un'idea geniale che nessun altro porco aveva mai avuto prima di allora. Disse a quella losca combriccola: — Se volete mangiare un po' della mia carne, accomodatevi pure: non importa ammazzarmi per questo! Che mi faccio per esempio delle mie gambe di dietro? tanto io non ho nessuna intenzione di camminare. E delle mie gambe davanti? niente affatto! perchè non ho nè bisogno nè voglia di lavorare. E delle orecchie? e degli occhi? e del cervello?... Sono tutta roba superflua per me! Serbatemi la bocca e la pancia, questo mi basta: e datemi da mangiar bene.
Figuratevi se ebbe bisogno di ripeterlo due volte!
Gli zampetti le orecchie e la frittura toccarono all'impellicciato e a quello dai baffi, e se ne dovettero contentare perchè l'anima lunga e Jacques diventati amici per l'occasione dimostrarono che alla loro salute avrebbe moltissimo giovato un prosciutto per ciascuno.
Quanto al panciuto trovò comodo di rimanere a bocca asciutta perchè era ghiotto delle cotiche. Infatti, quando tutti ebbero preso la loro parte, s'avvicinò al porco, il quale aveva preso la cosa con grande filosofia, e gli disse: — E della pelle che te ne fai? Se mi dai la preferenza io te la leverò a fettine con molto garbo, con tanto garbo che ti verrà da ridere come se ti facessi il solletico. — E il porco acconsentì.
Tutti erano contentoni.