Soltanto il cane, pure scodinzolando a questo e a quello, in fondo in fondo non era troppo soddisfatto di quel niente che gli era toccato.

Stava in un angolo seduto e inclinando il capo corrugato e pensieroso ora su un lato ora sull'altro, contemplava evidentemente un punto solo, una cosa che sembrava proprio fosse rimasta lì ciondoloni per lui: il codino del maiale.

— A che serve ormai quel codino — pensava il cane — ... e per me sarebbe un bocconcello tanto conveniente!

Le pulci che popolavano il suo pelame gli sussurravano sotto le grandi orecchie parole di prudenza e il cane stava in forse. Ma alla fine, quando s'avvide che con la scusa dei prosciutti o delle cotiche, tra poco del codino sarebbe rimasto l'osso solo e il ciuffo, si fece cuore. Un salto, una buona dentata e si portò alla cuccia il codino sano sano.

Apriti cielo! Non ebbe appena riconosciuto il suo codino in bocca al cane, che il maiale incominciò a ruzzolarsi a strillare a fare il diavolo a quattro: Ahi! Ahi! Ahi! — gridava — non posso vivere senza codino, io muoio, ridatemelo subito! Ahi! Ahi! rivoglio il mio codino!

E grida ancora, e si ruzzola e strilla e fa il diavolo a quattro: e per recitar meglio la commedia non mangia più e dimagra, e questo fa un gran dispiacere a quei ghiottoni, i quali pensano e ripensano e si stillano il cervello per cercare una parola che lo possa consolare.

Oggi tanto sembra che l'abbian trovata, sembra che la voglian dire.... ma non fanno se non uno strano mugolìo, perchè chi di prosciutto chi di zampetti chi di frittura chi di cotiche, tutti hanno la bocca piena.

LA REGINA DEL QUERCETO

Vedi laggiù quel breve querceto nero? Da secoli e secoli gli passano così sopra le nubi bianche, ridendo al sole.

So la storia di una di quelle querce. Mentre il suo vecchio tronco aveva combattuto contro mille uragani, sfrondato talora, mozzato de' suoi rami, ma pur saldo sempre; le radici fedeli, pazienti, sobrie, infaticabili, avevano scelto i buoni succhi della terra per ispingerli su alto per entro le fibre secche fin su nei rami, fino all'ultime foglie, fino alle bacche cerule, fino alle tenere gemme.