Su queste zolle, un tempo, passò il carro risonante dell'eccelso padre tuo Bacco e della fiorente Arianna tua madre.... Di loro, non mio, è il merito!

ENOPIONE,

assumendo un'aria compiutamente regale:

Da loro ti venne la vite: ma a te spetta il merito della perfetta arte con cui lo preparasti. Oh! no! finchè Enopione avrà dritto il senno e sacro il culto della Giustizia, non potrà rimaner senza premio una così rara virtù!

IREO,

confuso:

Ma.... ma per un povero oste, come me....

ENOPIONE,

come meditando:

No.... no.... no.... no.... Ho trovato!... il luminoso colle Arvise!... la perla del mio regno, ti spetta!! Tu governerai sopra quella terra e sopra le sue genti in mio nome. Résomi un tributo di mille anfore all'anno, altra cura non avrai che far giustizia a tuo senno.... e tu potrai invecchiare felicemente e tranquillamente, poi che tali cariche, nel mio regno, sono a vita.