interrompendolo:
Che bestemmi, ciarlone?
TROCHILO,
continuando:
Ma ti pare ben fatto, a un buon oste come te, appioppare col nome di figlio, un simile spavento d'eroe, distruttore di fiere e di mostri, stupratore di ninfe.... Alla larga da simili grazie divine!... Non cambierei la mia tetra vecchiaia di schiavo, vedi? con la tua, padrone.... che tu passerai amando chi non t'ama.... e piangendo per le pazzie d'un figlio che non è della tua carne, e non ti chiama nemmeno babbo!
IREO:
Oh! No, no, no! Tu ti sbagli di grosso! Orione non mi dimostra amore, è vero.... ma pure ama il suo vecchio Ireo, che gli ha fatto da nutrice.... e ancora vedi?... qualche volta.... s'addormenta, quando gli parlo io.... come faceva da piccolo! Taci, taci! mi dicessero soltanto che è vivo e che ritorna presto, sarei oggi più felice di Giove!... Ah! s'io sapessi leggere nelle viscere calde delle vittime! come fanno gli indovini!...
TROCHILO:
A quest'ora avresti già sbuzzate tutte le tue pecore!
IREO: