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[IL CAVALIER ALLEGORIA.]
— Seconda? — domandò il facchino correndo avanti.
— Prima! — rispose il cavalier Allegoria con lo stesso calore con cui noi grideremmo «Viva l'Italia!».
— Tutto per lei! — gridò il facchino spalancando lo sportello d'uno scompartimento vuoto e facendovi quasi volar dentro la valigia che portava.
— Piano! piano!... un po' di riguardo, per quello Iddio! È vera vacca! — strillò il cavaliere arrivando tutto ansante e saltellante. Poi subito, rigirandosi di qua e di là in gran fretta e battendo le mani presto presto, incominciò a gridare: — Giornalaio!... Birraio!... Psss...! Cuscinaio!... Sigaraio!... Psss!
Molti viaggiatori corsero ai finestrini credendo di vedere qualche cosa di molto interessante. [pg!188] Ma rimasero male: perchè videro solamente un omino rubicondo e ritondetto, tutto vestito a nuovo, tutto lustro, che, con un vertiginoso crescendo, comperava due cuscini, tre riviste, quattro giornali, cinque sigari.... e che avrebbe forse bevuto sei bicchieri di birra se il controllore non lo avesse fatto salir su in gran fretta, che il treno si muoveva già.
Appena serrato nella tiepida e morbida gabbia di velluto rosso, il nostro cavaliere si soffiò il naso con un fazzoletto di seta gialla, sfacciatamente profumato alla violetta; indi si sgravò di un bel soprabito nero con fodera di seta ed apparve in una mirabile giubba a falde, nuova fiammante.
Ah! quanto mai doveva piacere al cavaliere quel suo vestito! Ce ne volle prima che si saziasse di mirarselo. Ma pure, alla fine, seppe staccarne gli occhi; e calcatosi in capo uno smagliante berretto a scacchi e arricciatosi con infinito amore certi suoi piccoli baffi biondicci dinanzi ad uno specchietto tascabile, si sprofondò soavemente nel molle sedile e si concesse il lusso di pensare:
«E dire che io ero così contrario a questa guerra!» pensò il cavaliere. «Invece ci ho messo pancia e portafoglio! Due buoni amici!... Eh! eh! eh!.... Ma chi l'avrebbe mai detto?... [pg!189] Mi si riconoscevano delle qualità: questo è indubitato. Delle belle qualità di organizzatore. Allegoria di qua, Allegoria di là. Nei balli, per esempio.... nei funerali, ero desideratissimo: mi si trovava addirittura geniale, qualche volta; ma che avessi il bernoccolo del grande affarista, questo non se l'imaginava nessuno. E nemmen io me l'imaginavo. Ci voleva la guerra, per quello Iddio! Grande rivelatrice! dicono bene i giornali.... Però, tutto sommato, mi sembra ancora un sogno.... Un gran bel sogno! Ripensare a quel primo affaretto dei binocoli dove rischiai tremando lo stipendio di un mese!... È stata una fungaia: uno ha tirato l'altro.... e sempre uno più grosso dell'altro.... fino a quest'ultimo delle borraccie.... Pare uno scherzo! un problemino per la prima elementare. Mezzo milione di boraccie di guadagno per borraccia. Un milione di soldini!... Ah! santa, santa Guerra!... me lo potevi dir prima!... Già me lo sarei dovuto imaginare: la Guerra è donna.... e le donne, per me, hanno sempre avuto un debole.... Oh! Oh!... guarda come m'è venuta carina senza cercarla! — esclamò a questo punto il cavaliere; e si concesse un buon quarto d'ora di riposo mentale.