— Eppure.... tutto questo magnifico edifizio può precipitare.... Sì, figlio mio. Questa è la cosa seria di cui ti volevo parlare. Próvati un po' a indovinare chi viaggiava nello stesso mio treno stanotte.... Io non so come diavolo sia venuto a sapere che tu....

[pg!203] — Il nonno! — gridò il giovine; e il grido parve uno scoppio.

— Oh! guarda, guarda! — osservò un po' turbato il cavaliere. — Come va questa faccenda? Lo sapevi?

— No!... l'ho detto così per dire.... perchè veramente questa notte mi son sognato che veniva a trovarmi....

— Bel sogno, per quello Iddio! Io all'età tua facevo dei sogni più divertenti! — gridò, senz'affatto ridere, il cavaliere; e poi riprese infuocandosi man mano: — Ma intanto il sogno è triste realtà; tra mezz'ora quello arriverà qui in tenuta di gala, metterà sossopra l'ospedale con quella sua voce di basso profondo, verrà qua al tuo letto per dimostrarti che non hai niente, che devi rialzarti e ritornare lassù come fece lui quando s'imbarcò a Quarto con le coliche; ti rovescerà addosso tutta la storia d'Italia, ti pungerà nell'onore.... si sa che quello, alla tua età, è sempre un punto debole.... e tu cascherai come un imbecille, e così il nostro bel piano di onesta felicità famigliare se n'andrà in fumo!... E non è il primo che ci manda all'aria, quello là, con i suoi principî inderogabili, con i suoi idealismi da racconti per l'infanzia! Ricórdati! non per nulla tu gli appioppasti il titolo di Catone il censore!... [pg!204] Dunque, in gamba, ragazzo mio: se ti preme di mettere la pelle al sicuro, la ricetta te la do io: non gli lasciar aprir bocca. Urla, piangi, accusa dolori strazianti, pronunzia parole senza senso comune.... Bisogna commuoverlo, bisogna fargli perdere la bussola, bisogna rimandarlo a casa persuaso che tu sei moribondo. Non c'è altra via di salvezza! E sta in te. Io, purtroppo, non ti posso aiutare di presenza. Sai che io.... lo rispetto.... lo venero, se vuoi.... ma è inutile! è sempre stata l'unica persona capace di farmi uscir dai gangheri!... Ora poi le nostre relazioni si sono ancora più tese in seguito a un certo suo rifiuto di presentarmi a un suo vecchio amico, compagno di garibaldinate, che aveva in mano un affare meraviglioso e cercava un socio onesto e capace.... Per quello Iddio! Era bene il caso di presentarmi! non ti pare? Dalla rabbia ero arrivato a offrirgli mille lire! Capisci? Mille lire per quattro parole un po' calde, con quella miseria che si ritrova.... Ebbene, niente! duro come un macigno. E l'affare l'ha fatto un altro, e ci ha guadagnato quindici mila lire!... un imbecille, tra parentesi, che è finito in prigione. Hai capito? Questi sono i suoi eroismi! Dopo avere dilapidato il patrimonio di casa e ridotto me a fare il misero impiegatuccio, adesso vuole anche impedirmi di approfittare del [pg!205] momento fortunato che attraversiamo per rifare un po' di quello che lui ha disfatto!! Insomma, — concluse il cavaliere al colmo del bollore, afferrando l'orologio. — Son le dieci, per quello Iddio! Il nemico è alle porte. Ritornerò oggi a sentire l'esito della battaglia. Siamo intesi! Pensa alla pelle! Pensa al papà col portafogli pieno! Pensa alle signorine del Tennis!... Addio!!

Ma non aveva ancora posato la mano rossa e fremente sulla maniglia dell'uscio, che il corridoio fu invaso da un rombo umano accompagnato da un frastuono di macchina.

— È lui! — gridò il cavaliere esterrefatto. — Quel cretino di portiere non me l'ha fermato un corno! Già, che cosa vuoi aspettarti da un uomo che non conosce il valore del denaro!... Ma adesso come faccio a scappare? Bada che io non voglio assolutamente vederlo, a costo di nascondermi sotto il letto, a costo di.... Quella porticina a muro dove mette? nella camera accanto? Mi rimanderanno indietro?

— No, no: non è una camera, è.... è....

— Ma è quello che ci vuole per me, allora! perchè non me l'hai detto subito, figlio mio?

E il profumatissimo cavaliere scomparve dietro il segreto usciolo nell'attimo stesso in cui l'altro uscio si spalancava sotto l'impeto del massiccio eroe garibaldino.