— Oh! come sono felice di aver trovato voi! Sentendovi parlare io credo di vederla là tra quei fiori.... ma chi sa se io me la imagino come essa è veramente! No.... non è possibile! Dev'essere più bella! è vero che essa è molto.... molto bella?!
Io non vidi la faccia mia in quel momento: ma se anche l'avessi vista non riuscirei a descriverla. La gioia di possedere finalmente la chiave del segreto fu subito superata dalla terribile necessità di rispondere alle ingenue domande del giovane. Vi giuro che avrei con [pg!41] molto piacere veduto qualcuno di voi al mio posto!
Mi concessi un piccolo insulto di tosse, poi risposi nell'unico modo possibile:
— Oh! — esclamai — è veramente bellissima!
Fu come se avessi levato il zipolo ad una botte.
— Io ormai vi tratto come un vecchio amico.... sapete, quando l'uomo si è innamorato ridiventa più debole di quando prendeva il latte.... ditemi.... ditemi se indovino oppure mi sbaglio: essa deve essere tenera come il suo cuore.... sì: dev'essere fine e elegante come una capretta d'un anno.... la vedo camminare con passo di regina qua su questa sabbia.... Pensare che tra queste migliaia di orme ci sono anche le sue! Ah! Se voi me le poteste indicare!... le bacerei!... Ma quando la mia fantasia si arrende per vinta, credete, mio signore, è se io tento di imaginarmi il suo viso..,. Oh! essa è stata molto cattiva con me! mai, mai, assolutamente mai, ha voluto mandarmi un ritratto suo.... che conforto sarebbe stato per me in questo così lungo tempo! Pensate: quindici anni che non ci vediamo: ella ne aveva allora nove e io dieci.... giocavamo molto, ma ci guardavamo poco.... quante volte mi son [pg!42] pentito poi di non averla allora guardata abbastanza!... Ricordo soltanto che aveva dei grandi occhi chiari come le ali di certe farfalle.... ed era bella, oh! bella! la più bella delle mie dodici cugine. Un triste giorno dovè partire con le sue quattro sorelle minori per l'Australia dove il padre aveva acquistato delle grandi piantagioni. Io fui ammalato dal dolore che provai, e mia madre e mio padre ridevano di ciò. Ci scrivemmo delle lunghe lettere dove raccontavamo quello che ci accadeva.... Man mano che noi crescevamo però, le nostre lettere parlavano sempre meno della vita che ci circondava e sempre più della nostra vita intima, finchè dopo molti anni arrivammo a veder chiaro nella nostra coscienza e capimmo che quel sentimento così bello che provavamo era amore!... Giusto tre anni sono, in un tremendo disastro ferroviario, essa fu sola a salvarsi di tutta la sua famiglia. Sperai di rivederla presto. Mio padre si era offerto di recarsi in Australia per liquidare nel miglior modo quei possedimenti e ricondurla con sè nella nostra colonia. Rifiutò in modo reciso, dicendo che poteva far benissimo da sè e che appena fatto sarebbe tornata fra noi. Dopo sei lunghi mesi annunziò finalmente la sua partenza per il Canada.... Imaginatevi come l'aspettavo! Ebbene: [pg!43] due giorni prima della data che ella aveva fissato per il suo arrivo, ricevetti un suo telegramma da Hong-Kong.... Che vi devo dire? Fui per uccidermi dalla disperazione: ma poi mi rassegnai.... era tanta la gioia che provavo leggendo le sue lettere e rispondendole, che la vita mi parve ancora abbastanza bella. Essa mi confortava ad aspettare, con pensieri infinitamente delicati, ma non si piegava alle mie preghiere mai.... e seguitava a girare il mondo in lungo e in largo. Sei mesi fa mi scrisse da San Francisco di California: credetti finalmente di averla tra le mie braccia. Dopo un mese era in Cile, poi in Australia, poi in India, poi in Egitto. Finalmente qua. Mi sembrò di aver diritto di non aspettare più e le scrissi che sarei venuto senz'altro a incontrarla in questo paese.... e son venuto.... ma essa è partita! Come lo spiegate voi?... vi posso giurare che ella m'ama.... ma perchè fuggirmi così.... perchè?...
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Il caso, tutto sommato, era veramente degno di pietà e mi lasciò la bocca amara per più giorni, durante i quali mi guardai molto bene dal mostrarmi tra la gente per non essere seccato dalle loro ironie.
[pg!44] Ma una mattina, ecco precipitarsi nella mia camera il giudice Cesti con in mano un piccolo giornale di Brindisi che mi cacciò sotto gli occhi aperto e ripiegato al punto dove dovevo leggerlo:
— Legga, legga.... me l'ha mandato un mio collega.... veda che cosa ha fatto la sua miss.... però ad ogni modo lei l'aveva indovinata.... è un bel caso di penetrazione psicologica! Mi rallegro con lei!