Baciccia che, passetto passetto, masticando sempre il suo tabacco, s'era avvicinato ai cavalli, non osservato, sentì bene che tutto, dentro, fin anche le budella, gli parteggiavano per quel povero ignoto compaesano suo, nato e restato povero come lui, contro quel cane rinnegato che, non contento d'avergli disonorato la madre, ora gli offendeva anche la sua patria.
— No! No! — disse la vecchia. — Non ha rovinato nessuna bestia, per fortuna.... È successo che la sua bambina....
— Che?
— .... la sua bambina vuol camminare per forza, e non sa, ancora, e c'era il pajolo dei maccheroni che bolliva, che oggi è festa.... e lei c'è cascata dentro!
— Aàh! — fece il padrone rivolgendosi agli amici che l'aspettavano sulla soglia della casa, con una franca risata da gorilla. — Si lamenta sempre, este gringo de mierda, che non ha carne da mettere al fuoco! Oggi, perdio! avrà fatto un buon brodo!
Era pretto spirito delle Pampas, e convengo [pg!63] che bisogni essere stati laggiù per credere il gran ridere che scoppiò in tutti a quella infernale arguzia.
Ma durò poco.
Chè non ebbe appena finita l'ultima parola il vecchio, un occhio gli fu coperto da un biascicotto nero e gocciolante.
Baciccia gli aveva sputato in faccia il suo tabacco.
Il vecchio si voltò come una iena: si guardarono per un attimo dentro gli occhi.