Ma prima ancora che la gente capisse che cos'era accaduto, il vecchio aveva già spaccato una guancia di Baciccia con un colpo di revenje.

Baciccia gli attanagliò la nuca e con la destra gli strinse la canna della gola. Il vecchio si levò una rivoltella dalla cintola e cominciò a sparar colpi nel ventre di Baciccia.

Allora la gente che stava per dar manforte al vecchio, si riparò come potè: e padre e figlio si rotolarono nella polvere fin sotto le zampe dei cavalli, lasciando una gran striscia di sangue; e i cavalli si impennarono, montandosi sulle groppe l'un l'altro, e nitrendo, e mostrando il bianco degli occhi, e pestando quei due poveri corpi, finchè furono qualche cosa di inseparabile fatto di carne e di polvere.

[pg!65]

[«ITALIEN, LIEBE, BLUT...!»]

(romanzo tedesco rimasto a mezzo per merito mio).

La conoscenza ce la fece fare il signor Pigia-pigia.

Sapete chi è. E saprete anche che lui non si preoccupa di formalità. Pieno di semplice buon cuore, se vi scorge solitario e truce in mezzo a qualche folla che aspetta e puzza, conficcato là in quel fango vivo come un malcapitato bolide memore dei cieli abbandonati, ecco vi piglia e, così, senza preamboli, vi scaraventa addosso a una donna; per di dietro, per davanti, come capita capita. Novanta volte su cento avviene un miracolo. Voi sentite immediatamente che il vostro destino dipende da quella donna; quella donna sente subito che voi siete fatto per lei.... Che appena ella si alzi sulla punta dei piedi, consentendo ad appoggiare i suoi due gomiti sulle vostre due mani [pg!66] aperte, ecco sembrerà a lei e a voi di volare per gli spazi infiniti, stretti sulla groppa di un fido ippogrifo. Il puzzo della folla? — odor d'ambrosia! Le gomitate? — farfalle che vi cozzano volando! Le ore? — minuti!...

Questo accadde quando il signor Pigia-pigia ebbe il gentile pensiero di presentarmi a fräulein Zita K., a ridosso della facciata di Santa Maria del Fiore, un'ora prima del rinomato Scoppio del Carro, la mattina di Sabato Santo del 1900.

— Roba vecchia?