Il rospo, che stava appuntando chi sa che cosa sul suo taccuino, si precipitò sull'altro orecchio di Zita per sapere che cosa avevo detto.
— Nichts, nichts! — ripeteva Zita rossa come una fiamma.
— Come niente?
— Niente insomma, noiosa! — ribattè Zita drizzando il collo come una viperetta. Le mie scarse nozioni di tedesco mi permisero di comprendere che le due sorelle leticavano come due lavandaie di Lipsia.
Grato a Zita di questa prima prova d'amore, ma nel medesimo tempo impensierito un poco di vedermi preso da lei così sul serio nella mia qualità di aspirante omicida, stavo assai in forse su quel che mi convenisse fare o dire.
Sapete chi mi venne in aiuto? Che cuor d'oro! Non l'indovinate?... Ma sempre lui! Il signor Pigia-pigia!
[pg!71] Chi sa come, chi sa perchè, ma certo è che proprio in questo difficile momento, io e Zita vedemmo un qualche cosa, rosso di pelo, piombare con inaudita violenza sulla schiena robusta della nostra avversaria, facendole volar via di colpo quei maledettissimi occhiali di Lipsia.
Il primo a ridere naturalmente fui io. Ma fu question di minuti secondi, chè Zita dovette anche scoppiare a ridere, e poi il sorellone, e poi il bolide di pelo rosso, e finalmente tutti. Torno torno, per un raggio di cinque o sei metri, non fu altro che un abbaiar di risa.
Dopo le risa i commenti:
— Grazie! quello si credeva di ppasseggiare su per la facciata d'idDomo come se la fosse a giacere!