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Vollero sistemarsi là dentro quel giorno stesso.

Quando, alle dieci di sera, dopo aver faticato per quattro facchini, volli prender commiato da loro, Zita m'accompagnò per il viottolo tra gli olivi.

[pg!82] — Cattivo! — mi disse a bruciapelo. — In tutta la giornata non mi hai detto una sola parola d'amore.

— Te la direi volentieri adesso, se non fossi troppo sudato — risposi cavallerescamente.

— Mio povero uccello! Hai molto faticato, è vero, a fabbricare il nido della tua bella?

Che volete? a sentirmi chiamare in quel modo non mi potei più trattenere....

Incollai la mia bocca alla sua per un buon quarto d'ora.

Come non pensare a Brockhaus? «Peccato che non sia qui adesso, dicevo tra me, chi sa che belle cose potrebbe scrivere sul suo taccuino!...»

Oh! per Bacco! voi non mi crederete. Brockhaus era proprio là a dieci passi da noi! Vidi i suoi occhiali, i suoi occhiali di Lipsia! brillare nell'ombra. Forse vi si specchiava senza saperlo, poverina, qualche maravigliosa stella del cielo.