[pg!85] — Ben volentieri, ma io non le so fare.
— E tu scaraventati in terra a capo fitto, scopriti il sedere, grida Evoè!
— Si potrebbe sapere che cosa è accaduto?
— E accaduto che da domani incomincia la nostra vendetta.
— Ah sì?
— Leggi qua. Questa lettera: non è di quelle che lascian dubbi: è di quelle che dicono «ti voglio, ti voglio, ti voglio, son tua: carne, ossa, midollo spinale, rigaglie.... tutto, tutto, tutto!».
Domani è la mia festa!
Domani è la mia festa!
(E giù capriole.)
Hai letto? Hai letto?... Rabbrividisci eh? Ma è inutile rabbrividire, mio giovane amico! Bisogna riconoscere che il pelo rosso è il re dei peli: ecco tutto. Ah! che peccato che non sia rosso anche tu! In ventiquattr'ore la nostra vendetta sarebbe fatta. Invece tu, povero mortale dai ricciolini castani, ci metterai tre settimane per arrivare dove io arriverò domani sera!... Me ne duole sinceramente per l'estetica della nostra vendetta! Certo era magnifico, era latino, simbolico, cesareo che la rea barbara fosse piegata ad ambe le nostre voglie [pg!86] in una sola notte, ricevendo la dimane il nostro cumulativo biglietto di ringraziamento, secondo i sottili disegni da noi architettati....
Ma ahimè! come si fa? I disegni sono una cosa: la realtà è un'altra.... Si potrebbe stare ai disegni se si trattasse, a mo' d'esempio, di Brockhaus.... allora sì!... Ma si tratta di Zita, per Giove! di Zita, creatura di sogno! di Zita, fiore di carne! di Zita, veleno inebriante! di Zita, di Zita, di Zita, mio ricciuto amico! Come potrei farla aspettare, poich'ella brucia del desiderio di me?... Ah! no! assolutamente no! Nessun Gigi potrebbe pretendere tanto da un Fico!... e specialmente da un Fico di pelo rosso!... Tu ci metterai una settimana, ci metterai un mese, ci metterai un anno.... Io ti fo solenne giuro di favorire fraternamente i tuoi conati!