Alla seconda capì, e disse con un fil di voce:

— Sei tu!

— Sì! — rispose l'amico Fico. — Fuori non saremmo sicuri. Meglio ch'io salga. Ho tante cose da dirti.

Disse lei:

— No!!

Disse lui:

— Sì!! Serra bene le imposte, e scendi ad aprirmi!

Entrato l'amico, ci fu un gran scatenaccìo. Poi un gran silenzio.

— A noi! — dissi palpando il mio bellissimo pugnale del Cinquecento.

C'era qualche preparativo da fare. Trascinare una balla di patate di sessanta chilogrammi sotto la Torraccia. Arrampicarsi su per il muro fino al secondo piano approfittando di certi radi pioli che v'erano piantati e tenendo in bocca il capo della fune a cui era legata la balla. Una [pg!96] volta entrati nello stretto balconcino di Zita, issare con la suddetta fune la suddetta balla, legandola sospesa fuor della balaustra.