Ci fu una pausa dopo la quale la signora riprese:

— Per colpa di quest'uomo, io mi trovo costretta a farle ora una parte antipatica.... la prima volta che ho il piacere di vederla e di conoscerla....

Capii subito di che si trattava: bisognava modificare il mio piccolo contratto d'affitto, in barba ai romagnoli propositi del buon inventore. Pur riconoscendo in parte la giustezza delle sue pretese, credetti di doverle far notare che quella camera non rispondeva in tutto ai miei desideri....

— Di chi la colpa? — gridò la signora Brúscoli. — Di chi la colpa?... sempre di quell'imbecille di mio marito, che ha trasformato questa casa in un albergo dei poveri, in una succursale della Congregazione di Carità!... Ah!... non mi ci faccia pensare.... non mi faccia ricordare.... altrimenti divento furiosa, non capisco più quel che faccio!... Ma non sa Lei [pg!120] che mio marito era ricco.... ricco quando l'ho sposato io!... Già, se non fosse stato ricco non l'avrei sposato: mi piace dir le cose come stanno!... Ebbene: s'è fatto mangiare tutto! tutto! capisce?... e anche adesso che non c'è più niente, dobbiamo mantenere la bellezza di quattro persone inutili!... Dico dobbiamo mantenere, perchè io guadagno, sa? sono redattore-capo dell'Avvenire Femminista!

— Ah!

— Lei non è femminista?

— Già.... io veramente non.....

— Mi dia la mano! Anch'io ci credo poco al femminismo.... ma pàgano, e anche abbastanza bene. E io vendo la mia penna.... come un uomo!

— Non si potrebbe essere più femminista di così!

La signora rise, mettendo in mostra due file di denti un po' disordinati, ma bianchi. E poi continuò: