Il faccione imperturbabile e ancora ridente di Peppino dimostrava apertamente il suo tranquillo piano di battaglia. Sembrava dire: Per [pg!16] conto mio, non ti lascio il piede sino a che non ti son passati i bollori.

Invece la faccia grifagna di Otello dimostrava un farraginoso rimuginìo interno, in cui tutti i più inverosimili disegni di difesa e di offesa venivano volta a volta accolti e scartati. Ma il piano del gran Peppino non era sbagliato: a lungo andare, quella forzata posizione cicognesca non poteva non ricondurre nell'animo di Otello quella serena e profonda filosofia che gli aveva sempre appianato ogni scabrosità della vita.

— Ti vien da ridere, di' la verità, Otello! — gli disse Peppino.

— Ancora no, — brontolò Otello.

— Bada che siamo buffi: pensaci un po' bene. Non vedi che questi poveretti d'intorno non possono parlare perchè gli scoppia la bocca dal ridere?

Otello sorrise, Peppino scrosciò; e nacque una risata omericamente inestinguibile.

Quella sera vi fu gioco nutritissimo nell'Osteria degli Scampoli. Al tocco eran capitati per caso a bere sette o otto capitani inglesi, e Peppino, che sapeva l'inglese, li aveva tirati nel gioco già incominciato, e le sterline correvano più del solito sulle modeste tavole di Otello, ed egli, dal suo trono, ne fremeva di orgoglio e ragionava forte, tra sè e sè, come non mai.

[pg!17] Io, dopo aver regolarmente perduto quel poco che avevo in tasca, ero solito accomodarmi alla prima tavola sotto il banco, che a quell'ora era sempre vuota, per schiacciare un sonnellino. Tenevo moltissimo a quel sonnellino di mezz'ora perchè quasi sempre sognavo di vincere.

Quella sera, l'ho già detto, il monologo fioriva sulla bocca di Otello: però non era cosa facile intendere il senso delle sue parole in mezzo al vociare dei giocatori. Ma è certo che, poco prima di addormentarmi, lo udii distintamente dire: — E sessantaquattro! — (si riferiva a bicchierini di whiskey). — E quattro mazzi di carte!... E dodici banchi!... Trenta pesos di guadagno netto in tre ore!... Loro possono perdere laggiù; ma io di quassù vinco sempre: poco ma sicuro! Le fortune si fanno così.... Questo si chiama aver occhio e bernoccolo: dal primo giorno che l'ho conosciuto ho detto subito: Questo Peppino sarà la mia fortuna!... Veramente.... quell'abbraccio.... proprio là in presenza a tutti.... è stata una mezza canagliata.... Mah!... Alla fin delle fini.... forse.... ha ragione lui: la pipa mi son dovuto sì o no adattare a farmela accendere da un altro? Anche la moglie da qualcuno bisognerà pur che me la faccia abbracciare!....

[pg!19]