[L'ELEFANTE.]

C'è una sola fatica della quale l'uomo civile non senta mai il bisogno di riposarsi: ed è quella di occuparsi dei fatti del prossimo. Infatti nelle stazioni climatiche e ai bagni di mare, dove si va per riposare di tutte le altre fatiche, nessuno pensa a riposarsi di quella.

Sotto questo aspetto, la piccola tribù bagnante di *** potè dirsi veramente fortunata l'estate scorsa; perchè ai consueti soggetti ormai tradizionali del luogo se ne aggiunse uno del tutto impreveduto e imprevedibile.

Si trattava di una enorme femmina piombata là, in quel lembo di spiaggia adriatica, come un bolide.

Di dove era venuta?

Nessuno lo sapeva.

Era scesa da un vagone-letto proveniente da Brindisi; questo lo assicurava il giudice Cesti [pg!20] che aveva una passione atavica (diceva lui) per vedere arrivare i treni. Da ciò, e dall'aver essa con sè una piccola serva di pelle bruna ed un mostruoso bulldog con i quali conferiva in inglese, il medesimo giudice aveva indotto che essa «provenisse» (sic) dalle Indie. Senonchè il professor Percossi, insegnante locale di storia e geografia, era pronto a scommettere qualunque bibita sostenendo che quella piccola negra era di razza australiana e che perciò la padrona doveva venire dall'Australia. Ogni volta che il giudice e il professore si trovavano di fronte, era battaglia dichiarata.

La conclusione era sempre una: non si sapeva donde quell'enorme bolide carnoso fosse caduto, nè chi fosse.

Appena giunta era salita sull'omnibus-automobile dell'Albergo dei Bagni, il migliore albergo del luogo, dove ella si era scelta la più bella e costosa camera, con salotto, lasciando in portineria un nome che poteva benissimo anche essere il suo: Miss Mary Rudge.

Ma se ne sapeva quanto prima. Il fatto che fosse miss non meravigliò nessuno: tanto coloro che la giudicavano un giovanissimo fenomeno vivente, quanto coloro che le regalavano quarant'anni buoni, tutti si trovavano d'accordo nel crederla destinata ad una eterna verginità: [pg!21] tutti, perfino il biondissimo trentenne conte Saturni, che s'era di fresco sposata una signora di sessantaquattr'anni e senza un occhio, per trecentomila lire di dote! perfino due elegantissimi disperati già noti rivali del sullodato conte, i quali poi, sia detto in segreto, si sottoponevano ad acrobatici appostamenti per riescire ad essere notati dalla enorme miss!