— Lor signori hanno potuto vedere con i loro occhi stessi! — gridò. — Il mio fenomeno vivente rifiuta il suo pasto commestibile di che è ghiotto come noi dei tordi arrosto: ma non devono credere per questo di essere stati truffati nella loro giusta esigenza di individui che hanno pagato il loro biglietto d'ingresso. Anzi: tutt'altro, signori miei!! Se potevo saperlo prima un fatto simile, li facevo pagare biglietto doppio!!... Altrochè! Proprio così!!... Loro hanno la invidiabile fortuna di trovarsi ad ammirare il mio fenomeno mondiale in uno dei momenti più caratteristici della sua vita, quello cioè che diede tanto da pensare al grande dottore Maronoff dell'Università di Pensilvania che ci scrisse sopra dodici volumi. Quel grande scienziato ha scoperto che quando la mia donna-ragno piange e nel medesimo tempo rifiuta [pg!149] il suo cibo commestibile preferito, questo è segno sicuro che essa è presa da un terribile male che un giorno certamente la ucciderà: questo male è la nostalgia. La nostalgia delle foreste vergini dell'Australia nelle quali nacque e visse i primi anni della sua vita allo stato puramente libero e bestiale: là, tra le liane secolari, tendeva le sue tele per acchiappare i famosi mosconi australiani che hanno il ventre grosso come un uovo di piccione e la testa come un cecio; là fu ritrovata e catturata dal celebre viaggiatore Stankey nel suo ultimo viaggio. Quando il fenomeno vivente è preso dal suo terribile male, non solamente non mangia, ma neppure parla. Se v'è qualcuno tra loro signori onorevoli che l'abbia ascoltata mezz'ora fa, nell'altra mia rappresentazione, rispondere francamente alle mie domande svariate, la vedrà ora al contrario che tacerà ostinatamente. Ecco che col beneplacito di lor signori andiamo ad effettuare la prova di quanto ho affermato. Grògrò! quanti anni avete?... Grògrò! in quale foresta dell'Australia siete nata?... Lor signori vedono che la mia previsione scientifica non si smentisce; posso tuttavia insistere ancora nelle mie domande perchè loro si sincerino sempre più. Su! Grògrò, da brava! guardate in faccia il vostro padrone!...
[pg!150] Perchè state con la testa voltata in là?... Ah! ah! vi piace quel bel soldatino con l'elmo d'oro?... Però mi pare che la fidanzata ce l'abbia già, e bella!!
Più di mezza sala rise a questa nauseante lepidezza, e l'omone, incoraggiato, continuò ficcandosi le cinque dita della sua sinistra dentro la gran barba riccia e toccando leggermente con la bacchetta la groppa del fenomeno:
— Grògrò! dico a voi! Siete diventata anche sorda?! Non volete salutare almeno questo rispettabile pubblico che vi ammira? Su! da brava!...
Intanto Peppino e Armida, sebbene fossero diventati rossi come due tizzi dalla vergogna, non trovarono la forza di scappare perchè i loro quattro occhi accesi erano ormai incatenati a quelle due spente pupille, impozzate nelle lagrime, che li fissavano, li fissavano, ancora e sempre, con una irresistibile misteriosa ostinazione.
— Grògrò!! — tuonò l'omaccione accompagnando la voce con una bacchettata un po' forte sulla testa; — o nostalgia o no, dovete ubbidire lo stesso al vostro padrone! Questi onorevoli signori sogghignano, non credono che voi abbiate il dono della parola. Io voglio [pg!151] per ciò che voi pronunciate il vostro nome col puro vostro accento australiano. Avanti....
Senza mai levare gli occhi dai due innamorati, la donna-ragno sforzò le sue labbra sottili e aderenti, come si fa d'una ferita mal cicatrizzata per farla rigemere, e disse con voce stridula e gorgogliante:
— Felícita.
— Che diavolo dice la bestia? — ruggì il padrone alzando la bacchetta: ma quasi all'istante stendendola trionfalmente sulla parrucca del fenomeno, esclamò:
— Hanno udito? ha detto Felicità!... Invece di dire Grògrò ha creduto bene di fare un augurio a tutti loro signori onorevoli, e forse specialmente ai due belli sposetti.... ma dove sono andati?... ah! sono laggiù.... che è successo?... la sposina è svenuta.... il soldato se la porta in braccio.... Per quattro soldi avete avuto il ratto delle Sabine!!...