— Io?!... Ma come?!... non mi riconosce?... Ma, sono il padrone della pensione!! — e soggiunse: — Fortuna che tutto è bene quel che finisce bene! Ma intanto: se lei moriva?...

— Non ci rivedevamo più! — esclamò un po' seccato il principe. — La camera era pagata.

[pg!162] — Va bene: ma avrei avuto delle noie.... molte noie! Non ci aveva mica pensato lei!

— Scusate, sono stato un grande egoista! — ribattè il principe col viso pieno d'ironia e di schifo.

— Sì sì! — saltò su a dire una brutta faccia butterata dal vaiolo, — ma tutti questi bei discorsi non si potrebbero fare ora, se non ci fossi stato io! cioè il povero portiere, cioè il povero cane da guardia con sette figli sulle spalle, che salva, come suol dirsi, la casa dai ladri, dal fuoco, dalle sporcizie, mentre riceve in premio un tozzo di pane e il disprezzo di tutti!!...

— Bravo!! — gridò Cecco; e tutti risero.

— Sicuro! — riprese il portinaio con enfasi, dopo aver dato una truce sbirciata a Cecco, — ecco qua tre testimoni oculari: l'inquilino dell'ultimo piano che rincasava; il tavoleggiante del caffè Ebe che accorse, scusate il termine, al capitombolo; il signor Nicodemo, amico di casa, che giuocava a carte unitamente a me e alla mia consorte in del momento tragico, che ci lasciò un brivido nel cuore! Se il signore è cascato sul tenero, come suol dirsi volgarmente, il merito è tutto mio: il pagliericcio e i due materassi che hanno evitato lo scandalo di una morte prematura, erano i miei, che li [pg!163] avevo esposti all'aria della notte per ragioni d'igiene!

— Me rallegro! — gridò Cecco che da un pezzo la maturava. — E ce fai un discorso accusì lungo pe' dicce che ce tieni lo spasseggio sulli letti?!... E ce porti pure li testimoni oculari?!...

La risata fu generale.

Il principe parve quasi ridesse con gli altri; ma subito il suo riso si rifugiò sull'orlo delle sue labbra ed egli disse a denti stretti: — E così dovrei il resto della mia vita.... ai vostri insetti.... Domani.... domani li compenserò dell'incomodo, state tranquillo!