— Oh! Ma noi si può bere lo stesso! — gridò Cecco che non resisteva più a star col naso sul vino senza bere, — perchè le ragazze non dicono mai quello che desiderano!
Il principe bevve d'un fiato il bicchiere che Cecco gli tenne, ma senza sapere ancora levare gli occhi da quel benefico e nuovo spettacolo che la vita gli offriva (nè sapeva se per fargli [pg!175] bene o male); e per la prima volta gli passò nel cuore un certo senso di sollievo per esser rimasto vivo, per avere ancora orecchie e occhi, per udire e per vedere.
— Sì! Sì! ha ragione il nostro Cecco, caro signore! — tonò Gigione il genzanese, — se sta a aspettare che lo dica lei! Ma io lo so bene quello che desidera la mia ragazza.... Una certa casa sulla piazza del paese, vero Rina? tutta rimbiancata di fresco,... — e Rina si rifaceva rossa come un geranio — .... che appena entrati ci si senta un profumo di farina, di prosciutti, di spezie, di mobilia nuova, di biancheria pulita, un cantar di galline, un ridere di bambini.... Eh? Rina?... Poi cinque vignarelle da sommare a quelle che ti lascerò io....
— Basta, babbo! — gridò Rina scappando nel retrobottega.
— Come «basta»? — gridò lui. — Se me fermassi qui ce mancherebbe er mejo! E che sarebbe sta grazia de Dio, se nun te ritornasse tutte le sere 'l tu' Pippo con le primizie della vigna, e con la voja de baciatte!
— Ah ah! — urlò Cecco. — È un ber giovane Pippo! un vero rubbacori! — e riempì di nuovo i bicchieri: — Mo' che sapemo tutto potemo béve con più cuscienza! — e bevve il secondo d'un sol fiato.
[pg!176] — Fegataccio sa, signore? questo Pippo, — continuò il genzanese vedendo che il principe lo guardava come chiedendogli di seguitare, — fegataccio, sì, ma giusto, e de core bono! Due polsi, a vent'anni, che passano i miei, cavalcatore, giostratore, cacciatore che non ha l'eguale.... e Rina non perchè sia la figliola mia.... ma è proprio la donna che je ce vole.... Eppoi già, appena visti se so' voluti bene!...
— Io bevo per la felicità della vostra Rina! — gridò il principe rosso in volto e commosso. — Fatemi bere!
E Cecco con gran letizia l'ubbidì, facendo scolare anche l'ultima goccia nella bocca del principe. Poi, prima di bere il suo terzo bicchiere, lo alzò gridando: — Sicchè, aspettiamo li confetti!
— Bisognerebbe che venissero presto davvero, — borbottò Gigione con un mezzo sospiro, e assicurandosi bene che Rina fosse abbastanza lontana per non udirlo.