Un orto vicino, ove la coltura vien continuata duranti quasi tutt'i mesi, può altresì apportare divertimento. Sovra ogni cosa sembra convenire ad un giardino vernale una serra ben costrutta, nella quale si coltivino con cura le piante esotiche, che d'ordinario fioriscono in questa stagione, ed imbalsamano l'aria. Situata nel mezzo della piantagione, diventerà oggetto di sommo interesse per l'occhio; e allorchè sarà aperta a cert'ore, cagionerà molto piacere, e molta illusione. Vi si annetterà un'uccelliera per accrescere la delizia del luogo.

I portici, i vestiboli chiusi con invetriate, ponno cangiarsi in oggetti d'amenità. Anche in città sono opportune le serre diverse, variamente congegnate; ed anche pensili a norma de' siti, e dell'esposizione, con fiori, con piante, con uccelli, e con acque. Altrove si conoscono già da molto tempo.

Del resto il giardino d'inverno può essere collocato, e disposto in guisa, che rimanga aggradevole nei mesi più belli, e formi una parte convenevole del totale.

Credo di non poter meglio terminare questi suggerimenti toccanti il giardino d'inverno, che riportando alcune osservazioni, egualmente delicate, che giudiziose, scritte a lord Kaims da un suo amico. «Noi non contiamo d'ordinario nella vita che sul bene, e raramente sul male. Noi portiamo questa inclinazione perfino ne' nostri giardini, dove non coltiviamo che i doni della bella stagione, e dove non prendiamo gusto che per le piante, che fioriscono col favore della rugiada, e de' cocenti raggi del sole. Noi sbandiamo dalla nostra idea il terribile inverno, durante il quale noi ci attristiamo doppiamente, per la mancanza delle influenze benefiche di quest'astro, e perchè hanno dato luogo al penetrante vento del nord, ed al freddo. In senso metaforico, ed in senso letterale si può chiamare saggio il giardiniere, che ci provvede d'un favorevole tetto contro le piaghe dell'inverno, e che coltiva le piante suscettibili d'animare, e d'abbellire questa lugubre stagione. Quegli che non sa ritirarsi sotto il portico degli stoici, allorchè il giardino d'Epicuro ha cessato di fiorire, non è filosofo; quegli che vuol bandire i fiori, e i profumi della state per costantemente sedersi all'ombra de' cipressi, lo è di troppo.»

GIARDINI, O SCENE RELATIVE ALLE PARTI DEL GIORNO.

Le differenti parti del giorno nella bella stagione s'annunziano con differenti caratteri. La vivacità, ed il sereno accompagnano il mattino. La forza del sole nella state, ed il caldo pesano sul mezzodì; il riposo e qualche cosa di quieto, e di temperato rinfrescano la sera. La natura aggiunge a ciascheduna parte del giorno un seguito di fenomeni, che le son proprj; e gli oggetti de' campi, diversamente illuminati, presentano ad ogni istante nuove forme. Si potrà in conseguenza compor scene, nelle quali non solamente le qualità proprie a ciascuna parte del giorno s'offrano all'osservazione, ma dove ancora sciolte queste qualità da quanto hanno d'incomodo, abbandonino al godimento attrattive più dolci.

Ora seguendo il proprio gusto, ora la posizione del sito, che si abita, ora i bisogni del suo genere di vita, e delle sue occupazioni, si può fare del suo giardino un di mattina, del mezzogiorno, e della sera. In un vasto ricinto si potrà pure combinare armoniosamente col totale queste specie diverse di piantagioni, e di locali, riguardandoli come altrettante scene distinte.

Il giardin del mattino vuol essere esposto al sol levante, in sito aprico, con libere vedute dell'orizzonte, e dominato da cime di colli, e da punte di roccie, ed anche da fabbriche, contro cui scherzino piacevolmente i nascenti raggi. Ama il leggiero fogliame, ed una feconda irrigazione. Una vaga pescareccia capanna alle rive del lago, che inviti ai piaceri della pesca, in altra parte più colta un tempio ad Apollo, l'amico delle ore del mattino, riescono oggetti convenevolissimi a tal parte di giardino. Contemplate questo tempietto dorico in rovina. Collocato sopra una leggiera eminenza, ha da un fianco il folto del bosco, dall'altro vede montare il sole sull'orizzonte. Il vestibolo è chiuso da ramata, e serve d'uccelliera. La parte intatta del tempio contiene internamente un gabinetto con porta, che v'introduce, e con un'altra che mette al vestibolo. Lo spazio sotto al tetto, che rimane, è destinato per la nidificazione degli uccelli, ed a servire ad essi di ricovero nella cattiva stagione. Nel mezzo zampilla una fontana; quattro piccoli gruppi di piante la circondano.